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WEC- La teoria del tutto

Un pilota (in questo caso Alessandro Pier Guidi) rimane anche molto altro. Soprattutto incontrandolo fuori dai soliti contesti di gara…

Ammetto di vivere una condizione privilegiata.

Aver potuto scrivere un libro su Alessandro Pier Guidi, ora anche campione del mondo piloti WEC (insieme a Giovinazzi e Calado) mi ha regalato la possibilità di avvicinare un pilota da corsa come pochi altri, in questi tempi di ”informazione blindata” a più livelli. Così, tutti a immaginarsi quale rapporto esclusivo abbia con un campione di questo calibro, assurto alle cronache sportive per più di una buona ragione.

Invece.

Invece il “voster semper voster” è di un’altra pasta e di simili amenità (concedetemi il francesismo…), bellamente se ne impippa. Per quanto la voce della cronaca imponga deontologia d’assalto a profusione, ecco, ci sono cose che la deontologia non può spiegare, prima ancora che narrare. Quindi, vista la premessa testé certificata c’è (e per me con Ale, ci sarà sempre) una dimensione che ne racchiude un’altra, praticamente neutralizzandola. Perché prima di tutto, c’è l’emozione di sentirsi a casa tra la propria gente sopra ogni altra cosa.

Il campion del mondo piloti WEC 2025, Alessandro Pier Guidi

C’é la voglia (almeno stavolta) di rallentare il tempo per non continuare a correre. C’é la voglia di calore umano a determinare una giornata che, per motivi diversi non é normale, dentro un abbraccio virtuale che al solito sa di rispetto e stima.

Così il giornalista, ripone la penna e le orecchie e raccoglie un altro Pier Guidi. Il pranzo, la festa e quell’essere normale che tra amici non ha misteri. La vera notizia della giornata è stata vedere Ale perdersi dentro ai giochi di prestigio del mago “Lirius” presente in sala. Perché un’amicizia può vivere ed evolvere sotto molte forme. Non è la frequentazione, ma il peso specifico del tempo che trascorriamo con una persona e con Pier Guidi nemmeno un secondo è mai stato banale.

“Chissà cosa ti racconterà sentendolo tutti i giorni.”

Esattamente l’opposto. Perché quello che Ale mi ha concesso è già stato sufficiente per consegnarlo definitivamente alla storia delle corse.

Di più, non avrei potuto chiedere, se non di continuare a essere l’uomo e il pilota che è. Da perfetta teoria del tutto.

Buon Anno Alessandro.

Buon Anno a tutti voi.

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