Forlì lotta, rimonta, accarezza l’impresa. Ma alla fine deve arrendersi 74-79 contro l’attrezzatissima Brindisi. Una sconfitta che non cancella però la prova di carattere dell’Unieuro, scesa in campo senza i suoi due uomini di riferimento, Harper e Gaspardo, entrambi, come annunciato, nemmeno a referto.

Incerottata e con rotazioni ridotte all’osso, Forlì ha interpretato la gara con spirito battagliero, provando fin dall’inizio a sopperire alle assenze con energia e applicazione. Brindisi, dal canto suo, ha fatto valere a tratti il maggior tasso tecnico e una fisicità che nei momenti chiave ha spostato gli equilibri, ma non ha mai avuto vita facile contro una squadra che ha venduto cara la pelle. Dopo un primo quarto equilibrato, sono stati i due periodi centrali a mettere in salita la serata biancorossa. Lì sono emersi limiti e lacune già noti: qualche palla persa di troppo, difficoltà a trovare soluzioni fluide in attacco e percentuali altalenanti. Brindisi, al netto di qualche passaggio a sua volta non “limpidissimo”, ne ha approfittato, costruendo con pazienza il vantaggio fino al +10 di fine terzo quarto. Margine che sembrava poter indirizzare definitivamente l’incontro.
E invece no. Perché Forlì, pur con il fiato corto, ha trovato dentro di sé le energie per rientrare. Difesa più aggressiva, maggiore presenza a rimbalzo e un attacco tornato a muovere la palla con convinzione hanno riaperto i giochi. A suonare la carica è stato un Pinza in versione trascinatore: sua la giocata che a 2’49” dalla sirena ha fatto esplodere via Punta di Ferro, con il canestro del 71-70 che completava la rimonta e ribaltava l’inerzia. Nel finale, però, l’esperienza e la qualità di Brindisi sono emerse proprio sul più bello. Un paio di disattenzioni e qualche scelta affrettata hanno consentito agli ospiti di rimettere la testa avanti e gestire con freddezza i possessi decisivi. In meno di un minuto, la Pallacanestro 2.015 ha subito uno 0-7 (dopo un precedente 15-4 complessivo) che ha chiuso i giochi. Resta il rammarico per il risultato, ma resta soprattutto una prestazione stoica, di cuore e sacrificio, che in un momento complicato può rappresentare una base solida da cui ripartire. Con Harper e Gaspardo ai box, l’Unieuro ha dimostrato di non voler alzare bandiera bianca. E questo, ai blocchi partenza del rush finale, è un segnale prezioso.
Foto di Massimo Nazzaro









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