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Forlì riparte da Marcus Santos Silva e Donald Carey: la Unieuro apre la stagione tra visite mediche e sogni biancorossi

È iniziata presto la giornata della Pallacanestro Forlì 2.015, con l’arrivo in mattinata del giocatore americano Marcus Santos Silva, atterrato all’aeroporto di Bologna alle ore 9.00 e successivamente accompagnato a Forlì, dove è stato accolto dalla società. E’ atteso invece per domani mattina l’arrivo in Romagna dell’altro giocatore USA della formazione allenata da coach Francesco Nanni, ovvero la guardia classe 1999 Donald Carey.
 
Nel pomeriggio, all’Unieuro Arena, la squadra ha proseguito il lavoro in vista della stagione 2026/27: si sono infatti svolte le prime attività individuali per i giocatori, seguiti dallo staff tecnico e dai preparatori atletici, con i nuovi arrivati che hanno così iniziato a prendere confidenza con il gruppo e con il nuovo ambiente, svolgendo anche le classiche visite mediche di inizio stagione.

Una giornata che segna l’avvio del percorso di avvicinamento al nuovo campionato, con il gruppo biancorosso sempre più al completo e il lavoro che entra nel vivo, in attesa delle prime gare amichevoli di questa preseason. Il prossimo appuntamento rilevante sarà quello di domenica prossima, quando i biancorossi si raduneranno assieme sul parquet dell’Unieuro Arena per il primo allenamento collettivo del campionato 2026/2027.



Articolo e foto fornite da Pallacanestro Forlì 2.015


Marcus Santos Silva è atterrato a Bologna alle nove del mattino, ha attraversato la pianura verso Forlì e nel giro di poche ore era già dentro l’Unieuro Arena a firmare le prime carte, a stringere le prime mani, a respirare l’aria di un campionato che per lui comincia ora ma che per la città è già un’ossessione dolce, quella che torna ogni estate puntuale come un rito. Domani tocca a Donald Carey, classe 1999, l’altro americano che coach Francesco Nanni aspetta per completare il reparto degli esterni. Non è ancora basket vero, sono solo visite mediche e lavoro individuale, eppure c’è qualcosa che si accende negli occhi di chi segue Forlì da una vita: il sospetto, la speranza, la voglia di credere che questa volta la squadra costruita pezzo dopo pezzo — con l’arrivo di Mattia Ceccato, quello di Andrija Josovic e il ritorno a casa di Luca Borra — sia davvero quella giusta.

Perché diciamocelo: dopo stagioni in cui l’entusiasmo si è alternato alla delusione, in cui si è passati dall’esaltazione per vittorie insperate e sogni playoff, alla rabbia per crolli inspiegabilie sconfitte dure da digerire, il tifoso forlivese ha imparato a dosare le proprie emozioni. Ma non a spegnerle. E allora ogni nuovo volto che varca la porta dello spogliatoio biancorosso diventa un piccolo atto di fede, un motivo per tornare a sognare, sapendo benissimo che il campo, poi, dirà la verità che conta davvero.

Nel frattempo la città, anche se è periodo di ferie per molti, si stringe attorno alla squadra anche fuori dal parquet, e lo fa con un gesto che ha il sapore di comunità prima ancora che di marketing: la campagna abbonamenti ha invaso le vetrine dei negozi che fanno parte della Rete Biancorossa, quella rete di commercianti e partner che il sindaco Zattini e i negozianti forlivesi hanno voluto stringere attorno alla Pallacanestro Forlì come fosse un abbraccio collettivo. Lo racconta bene questo scatto pubblicato dalla società:

 
 
 
 
 
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C’è del romanticismo, in questo intreccio tra pallacanestro e vita quotidiana della città, ma c’è anche concretezza: significa che il progetto biancorosso non vive isolato dentro le mura del PalaGalassi, ma respira nelle strade, nei bar, nei negozi che ogni giorno incrociano lo sguardo dei tifosi. E mentre Nanni aspetta di vedere per la prima volta tutti insieme sul parquet — appuntamento fissato per domenica, il primo vero raduno collettivo della stagione — la testa corre già al calendario, a quel primo turno che parla la voce di sfida e identità ai piedi del PalaGalassi. Perché alla fine è sempre così: si parte dalle valigie di un aeroporto e si arriva, senza nemmeno accorgersene, a sognare già la prima palla a due.

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