La pallavolo giovanile del territorio forlivese cambia volto. Volley Sammartinese e Rainbow Volley Forlimpopoli hanno formalizzato nei giorni scorsi un accordo di collaborazione destinato a incidere in profondità sull’organizzazione dei rispettivi settori giovanili. Non si tratta di una fusione: le due realtà conserveranno piena autonomia societaria e la propria storia, ma da questa stagione lavoreranno fianco a fianco su più fronti, dalla gestione degli impianti alla composizione degli organici tecnici, in un percorso che punta a rafforzare l’intero movimento pallavolistico locale. A siglare l’intesa sono stati i presidenti Massimo Nanni, alla guida della Sammartinese, e Raffaele Matulli, numero uno della Rainbow. Una stretta di mano che segna l’avvio di un progetto pensato non per l’oggi, ma per gli anni a venire, con l’obiettivo di costruire basi solide per lo sviluppo delle giovani generazioni di atlete. Dietro questa scelta c’è un tema che negli ultimi tempi ha toccato da vicino molte società dilettantistiche: la sostenibilità. Portare avanti un settore giovanile richiede infatti risorse economiche e organizzative sempre più consistenti, e non tutte le realtà del territorio riescono a reggere da sole questo peso. Mettendo a fattor comune strutture, competenze e personale, Sammartinese e Rainbow puntano a contenere i costi di gestione e, allo stesso tempo, a offrire una proposta più solida alle centinaia di giovani atlete che ogni anno si affacciano al volley nel comprensorio forlivese. L’idea di fondo è semplice: unire le forze per non disperdere risorse ed evitare che la frammentazione penalizzi la qualità del lavoro sul campo, garantendo continuità tecnica e organizzativa nel tempo. Concretamente, l’intesa prevede la formazione di gruppi squadra più omogenei per livello ed età, un coordinamento tecnico condiviso tra le due società e percorsi di aggiornamento comuni per gli allenatori. In questo modo le giovani giocatrici potranno contare su un ambiente più strutturato, con proposte tecniche calibrate sulle reali esigenze di crescita di ciascuna, all’interno di un progetto più ampio rispetto a quanto una singola società potrebbe garantire da sola. La condivisione degli staff permetterà inoltre di distribuire meglio le competenze specifiche, valorizzando le professionalità già presenti nei due club e offrendo ai tecnici nuove opportunità di crescita e formazione. Soddisfazione piena da entrambe le dirigenze. “Abbiamo scelto questa strada perché crediamo che le nostre ragazze meritino un contesto ancora più solido e qualificato in cui crescere”, ha spiegato Massimo Nanni, presidente della Sammartinese. Sulla stessa linea Raffaele Matulli, presidente della Rainbow: “Mettere insieme le competenze delle due società significa costruire qualcosa di più grande. È un investimento vero sul futuro della pallavolo del nostro territorio, che guarda oltre la singola stagione e prova a immaginare una crescita comune nel medio e lungo periodo”. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: trasformare questa sinergia in un punto di riferimento tecnico per l’intera Romagna, capace di tenere insieme equilibrio economico e qualità del lavoro sportivo, sia agonistico sia formativo. Nei prossimi giorni gli staff tecnici delle due società si incontreranno per definire nel dettaglio la composizione degli organici e l’assetto delle squadre in vista dell’inizio della nuova stagione, un passaggio che sarà determinante per impostare correttamente il lavoro dei prossimi mesi e per avviare fin da subito una programmazione condivisa. In questo quadro di rilancio del movimento giovanile si inserisce anche l’avvio dei corsi di avviamento allo sport, pensati per accogliere bambine e bambini che si affacciano per la prima volta alla pallavolo. I corsi prenderanno il via il 14 settembre presso il palazzetto di San Martino in Strada, con le prove in programma dalle 16:30 alle 18:30. E’ possibile ottenere maggiori informazioni scrivendo a info@volleysanmartinese.eu.
Foto fornita da Volley San Martinese
C’è qualcosa che scalda il cuore in questa storia, e non è solo l’ennesimo comunicato su un accordo tra società: è la scelta, coraggiosa e non scontata,di due presidenti che potevano tranquillamente restare ognuno per sé e invece hanno deciso di rischiare qualcosa in più per il bene comune. Massimo Nanni e Raffaele Matulli non si sono limitati a stringersi la mano davanti a un microfono: hanno messo sul tavolo strutture, staff, competenze, in un territorio dove troppo spesso la pallavolo giovanile sopravvive a fatica, tra bilanci in bilico e società costrette a fare i conti con risorse sempre più scarse. E allora sì, va detto senza mezzi termini: chi punta i piedi per orgoglio di campanile, in un momento come questo, fa un danno al movimento; chi invece come Sammartinese e Rainbow decide di mettere in comune palestre e allenatori per garantire a centinaia di ragazzine un futuro più solido, merita un applauso vero, non di circostanza.
Guardando al quadro più ampio della pallavolo forlivese, si respira un’aria di rinnovamento che non riguarda solo il settore giovanile: anche le prime squadre stanno ridisegnando i propri equilibri, come dimostra la scelta della Querzoli di blindare il proprio nucleo storico puntando su conferme come Pirini, Soglia, Peripolli, Silvestroni e Pirazzoli, o l’investimento sulla linea verde in cabina di regia affidata a Mattia Massaro e Samuele Candito. Segnali diversi, certo, ma tutti riconducibili a una stessa urgenza: costruire, non improvvisare, pensando a chi tra qualche anno indosserà quella maglia con più consapevolezza e più strumenti a disposizione.
E poi ci sono le ragazze, che restano il vero cuore pulsante di ogni discorso sul volley di casa nostra: penso a come l’entusiasmo di una giovane atleta possa davvero trascinare un intero ambiente, un po’ come racconta la storia di Isotta Tognon e della sua carica verso la B1. È lo stesso spirito che dovrebbe animare i palazzetti di San Martino in Strada e Forlimpopoli da qui in avanti: non la paura di perdere identità unendo le forze, ma la fame di crescere insieme, senza sprecare nemmeno un talento per colpa della frammentazione. Se il progetto Sammartinese-Rainbow manterrà le promesse fatte in queste settimane, potremmo trovarci davanti a un modello da studiare, altro che semplice accordo di collaborazione.








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