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Russell in pole tra le polemiche, ma il regolamento gli dà ragione. Ferrari in prima fila sfiorata, Antonelli sceglie la sicurezza

Le qualifiche del Gran Premio d’Austria 2026 hanno regalato spettacolo, colpi di scena e un finale destinato a far discutere. A conquistare la pole position è stato George Russell, autore di un giro straordinario proprio negli ultimi istanti della sessione. Un risultato che, però, ha immediatamente acceso dibattiti e polemiche. Il motivo? L’uscita di pista di Max Verstappen aveva fatto comparire la bandiera gialla proprio nel tratto conclusivo del giro di Russell. Per tutti sembrava scontato che quel tempo sarebbe stato cancellato. E invece no.

Il regolamento FIA, infatti, distingue chiaramente tra una semplice bandiera gialla e una doppia bandiera gialla. Nel primo caso basta dimostrare di aver sollevato il piede dall’acceleratore; nel secondo bisogna rallentare sensibilmente e, di fatto, rinunciare al giro. Russell ha fatto esattamente quello che il regolamento richiede: ha alleggerito il piede dall’acceleratore, ha gestito il tratto interessato dalla segnalazione e poi ha completato un giro incredibile, rifilando quasi due decimi alle Ferrari. Una pole che, piaccia o no, è assolutamente regolare.

Ed è qui che entra in scena Andrea Kimi Antonelli.

Anche lui stava completando un giro velocissimo. Anche lui si è trovato davanti la stessa bandiera gialla. Ma la sua reazione è stata completamente diversa e ha “commesso un errore di valutazione”, come ha dichiarato ai microfoni di SKySportF1, interpretando quella situazione come se fosse una doppia bandiera gialla e ha immediatamente rinunciato al tentativo. “…Esperienza”. Occorre criticarlo? In una manciata di decimi di secondo un pilota deve prendere una decisione istintiva, pensando alla sicurezza in pista. Una bandiera gialla e pure sempre una bandiera gialla. Ha perso una possibile prima fila, forse addirittura qualcosa di più, ma ha dimostrato un rispetto assoluto per l’incolumità dei colleghi. E questo, sinceramente, vale un applauso.

Resta però una domanda. Possibile che quando si parla di sicurezza il regolamento continui a lasciare spazio a sfumature così sottili? Per chi segue la Formula 1 da tanti anni come me, vedere una bandiera gialla nel giro decisivo porta istintivamente a pensare che quel tentativo sia da abortire. Stavolta invece non era così, e Russell ha sfruttato perfettamente ciò che il regolamento gli consentiva di fare.

Occorre però essere chiari ed onesti: oggi la Mercedes aveva qualcosa in più. La pole non nasce soltanto dalla questione bandiere. Russell ha messo insieme un giro da campione e la W17 è sembrata complessivamente più veloce delle Ferrari.

Eppure c’è anche una nota positiva per il Cavallino. Dopo un venerdì complicato, come aveva spiegato Frederic Vasseur, le Rosse hanno cambiato completamente volto e si sono giocate la pole fino all’ultimo metro. E ormai inizia quasi a sembrare un’abitudine: Ferrari in difficoltà nelle prove libere, Ferrari velocissima quando conta davvero. Se è una strategia per nascondere il proprio potenziale, allora è una novità che a Maranello, negli ultimi anni, si era vista davvero poco.

Domani, però, si prospetta una gara elettizzante. Antonelli è chiamato a una rimonta di quelle importanti, con due Ferrari da superare prima di andare a caccia del compagno di squadra. Il caldo metterà a dura prova gomme e piloti e il Red Bull Ring non perdona il minimo errore.

Se le qualifiche ci hanno regalato tutto questo, la gara promette davvero spettacolo.

Foto di Fabio Vegetti.

La griglia di partenza: 

1. Russell (Mercedes) 1’06″113
2. Leclerc (Ferrari) 1’06″349
3. Hamilton (Ferrari) 1’06″408
4. Antonelli (Mercedes) 1’06″414
5. Verstappen (Red Bull) 1’06″475
6. Norris (McLaren) 1’06″502
7. Piastri (McLaren) 1’06″511
8. Hadjar (Red Bull) 1’06″632
9. Lawson (Racing Bulls) 1’06″955
10. Lindblad (Racing Bulls) 1’07″007 
11. Gasly (Alpine) 1’07″223
12. Bortoleto (Audi) 1’07″293
13. Bearman (Haas) 1’07″523
14. Hülkenberg (Audi) 1’07″611
15. Ocon (Haas) 1’07″817
16. Colapinto (Alpine) 1’08″171 
17. Sainz (Williams) 1’08″252 
18. Albon (Williams) 1’08″509 
19. Perez (Cadillac) 1’08″945 
20. Bottas (Cadillac) 1’09″030 
21. Alonso (Aston Martin) 1’09″942 
22. Stroll (Aston Martin) 1’10″363

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