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Romagna Rugby Tournament.

Prima edizione di un rugby mai visto a Forlì

Ci credete ai sogni? Alle buone azioni che contano e non sono solo chiacchiere da bar o peggio ancora da tifo divisivo. Io sì, ma il mio compito è raccontarvi storie e riportarvi notizie. Allora ecco, scusate se per una volta sono certo di essere il fautore di una buona novella e di un mondo migliore, anche solo per 48 ore sotto il campanile di San Mercuriale o la statua di Aurelio Saffi. Wheelchair rugby. Senti come suona bene da perfetto inglesismo sportivo. Tutto riconducibile alla prima edizione del “Romagna Rugby Tournament”, manifestazione di rugby in carrozzina alla sua prima edizione in questo inizio di 2026. Torneo organizzato tra l’altro dai “Mastini Cangrandi” (VR), “Pavia Rugby”, “Dragons Milano” e “4Cats Vicenza”. Il tutto col patrocinio del nostro Comune insieme alle province di Forlì e Cesena attraverso la candidatura congiunta “FCC” a capitale italiana della cultura 2026, l’unione sportiva Uisp e la Fispes (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali). Una perfetta concertazione che attende solo di far vivere un’autentica novità sportiva alla nostra città. Ma le parole (nemmeno le mie) sono fatti. Al massimo possono solo descriverli. Allora concedetemi col presidente dei Rugby Forlì, Paolo Satanassi, un’intervista che ha il tono fin da subito dell’amicizia, della fraternità e del coraggio. Su sentieri che nessuno ha ancora minimamente esplorato.

Presidente in mischia, senza paura.

“Il torneo si terrà il 24-25 gennaio al pattinodromo di via Ribolle, prima manifestazione in assoluto per questa specialità nella nostra città. È stato fortissimamente voluto da Sonia Guariglia, arbitro Fispes junior in (Emilia Romagna) di questa specialità, la quale si sta spendendo tantissimo anche per far sì che a Forlì nasca una società in grado di allestire una squadra in questa disciplina, visto che esiste già una squadra di pallacanestro. Forse il rugby per caratteristiche intrinseche del gesto tecnico, introducendo una sedia a rotelle si presta di più a possibili soluzioni di gioco, ma di qualche parte bisognerà pur cominciare no? Alcuni elementi del rugby ‘classico’ sono, per così dire, adattati alla situazione ma credo che mai come questa volta sia fattivamente importante esserci”.

“una cosa davvero grande è percepire l’entusiasmo che hanno questi ragazzi”

​Sia in campo che sugli spalti. Domenica, come ben sa chi bazzica nel polo di via Ribolle, ci sarà anche il terzo tempo assieme ai nostri ragazzi delle prime squadre e a quelli del Valpoghy Reggio Emilia, credo mai come stavolta davvero così importante. Un bel momento di convivialità e unione, anche perché in tanti non si rendono conto di cosa significhi e voglia dire disabilità senza toccarla con mano. E poi una cosa davvero grande è percepire l’entusiasmo che hanno questi ragazzi nonostante siano su una sedia a rotelle e svolgano una disciplina di squadra come questa, dove possono trovare una fonte inesauribile di puro e autentico divertimento sportivo. Più o più volte l’amministrazione comunale mi aveva chiesto di organizzare qualcosa del genere riconoscendo all’assessore Bravi un occhio di riguardo per tematiche di questo ambito ludico-sportivo, ma ero sempre a corto di mezzi e risorse nel cercare di creare una situazione simile che fosse convincente per tutti. Ora grazie anche all’intraprendenza e la sinergia creatasi con Sonia Guariglia, si è determinata quella condizione favorevole in grado di permettere ciò di cui ti sto parlando. Personalmente, in passato ho già vissuto per un paio d’anni situazioni di volontariato come queste, per cui capisco bene quali disagi e difficoltà possa attraversare un ragazzo disabile, anche solo pensando alla sua quotidianità. Potergli regalare un momento di agonismo vero come questa due giorni mi sembra importante, vivendo il tutto sotto un’idea di autentica ‘normalità’ al di là dello sport. È una questione di sola umanità, pura e autentica. Senza quella, non si va da nessuna parte”.

Chapeau pres, mi pare non ci sia altro da aggiungere…

“A dire il vero mi sono appena scaldato (sorride). Vedessi solo che legnate si tirano in campo. Come tutti, senza esclusioni di colpi nel pieno rispetto delle regole, ovviamente. E la meta è sempre lì, inesorabile che attende il tuo arrivo. Vale per tutti, da splendida metafora della vita. Magari questa volta, abbiamo fatto un metro in più anche noi verso un nuovo traguardo da raggiungere.”

Direi di sì. E credo anche debbano essere orgogliosi tutti voi coinvolti nel progetto, di quanto abbiate fatto.

“Quando Sonia mi ha fatto questa proposta mi è piaciuto un casino. Il giorno che mi ha telefonato ho pensato: ‘Caspita, questa ha un coraggio da vendere’. Sapete come la dico, voglio che sia gente arrivi il nostro entusiasmo. Come Forlì Rugby le abbiamo fornito tutto il supporto possibile a nostra disposizione. È un salto nel vuoto ma sono felice di aver fatto, soprattutto coinvolgendo nel progetto quelle associazioni che vivono lo sport disabile H24. Qualcuno per gli altri, bisogna che cominci ad aprire nuove strade, non credi? Credo proprio di sì. Caro pres.”

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