Dopo cinque anni di attesa, Ravenna ritrova la Serie A femminile. L’Olimpia Teodora, che nel nuovo campionato sarà denominata Olympia di Navigazione, è pronta ad affrontare la Serie A3, con il nuovo main sponsor ravennate al fianco della società per le prossime due stagioni.
Olympia di Navigazione, azienda attiva da oltre 40 anni nella logistica e nelle spedizioni marittime, ha avuto un ruolo importante nel permettere alla società di superare i requisiti di ammissione al campionato. Per il CEO Roberto Facchini, l’obiettivo è anche quello di stimolare altre aziende del territorio a sostenere una realtà storica della pallavolo ravennate.
La Serie A3 sarà composta da 16 squadre, divise in due gironi da otto. Ravenna è stata inserita nel gruppo B insieme a Giorgione Castelfranco Veneto, Banca Annia Aduna Padova, Smapiù Arena Volley Verona, V&V Modena, CO.GE. Vesuvio Oplonti, Zero5 Castellana Grotte e Tonno Callipo Vibo Valentia. Al termine della prima fase, le prime quattro accederanno alla Pool Promozione, mentre le altre quattro finiranno nella Pool Salvezza. Saranno tre le promozioni in A2, con la possibilità di un quarto posto attraverso uno spareggio, mentre quattro squadre retrocederanno in B1.
L’esordio delle ravennati sarà subito particolare: domenica 18 ottobre al PalaAntenore di Padova contro l’Aduna, nella rivincita della finale di Coppa Italia di B1 persa lo scorso anno. Il debutto casalingo è invece fissato per sabato 24 ottobre al PalaCosta contro la CO.GE. Vesuvio Oplonti.
Rispetto alla squadra che ha dominato la scorsa stagione in B1, il roster sarà profondamente rinnovato e molto giovane. Confermato lo staff tecnico composto da Federico Rizzi e Fabio Falco, mentre tra le giocatrici della promozione restano Chiara Poggi ed Erika Bendoni. Tornano inoltre in giallorosso Deizi Nika e Agnese Benzoni.
Numerosi i nuovi arrivi: tra gli esterni ci sono Camilla Ferrari, Giorgia Micelli e la 18enne slovacca Linda Kovalcìkova, mentre il reparto comprende anche Beatrice Bacchilega, Giuditta Romano, Aurora Franchi e Lucrezia De Dominicis. Ancora da definire invece la situazione di Lucia Busso, che ha ricevuto un’offerta da Portland per prolungare la propria esperienza di studio negli Stati Uniti.
Il presidente Giuseppe Poggi guarda già al futuro: “Non si tratta di una semplice sponsorizzazione, ma della condivisione di un progetto e della volontà di dare qualcosa di cui andare fieri alla nostra città”. L’obiettivo è ambizioso: riportare entusiasmo intorno alla pallavolo femminile e riempire nuovamente il PalaCosta, sognando una Ravenna in rosa protagonista in Serie A.
Cinque anni sono un’eternità, per chi ama la pallavolo. Cinque anni passati a chiedersi quando Ravenna sarebbe tornata dove merita di stare, con il PalaCosta di nuovo pieno e la Serie A da vivere non come un ricordo ma come un presente. Ora quel momento è arrivato, e porta il nome di Olimpia Teodora, che in questa nuova avventura giocherà come Olympia di Navigazione: un cambio di denominazione che pesa, perché dietro c’è un’azienda del territorio che ha creduto in un progetto sportivo prima ancora che in un ritorno di immagine. Giuseppe Poggi lo ha detto senza mezzi termini, e si sente che non è una frase di circostanza: non una sponsorizzazione qualunque, ma la condivisione di un sogno che appartiene a tutta la città. Bisogna essere onesti però: entusiasmo e prudenza convivono. Il roster che affronterà questa A3 è profondamente rinnovato, giovanissimo, con tante facce nuove che dovranno imparare in fretta il peso di una categoria durissima, divisa in due gironi da otto squadre dove la differenza tra salvezza e promozione si gioca su ogni pallone. Chiara Poggi ed Erika Bendoni restano lì a fare da colonna, insieme al ritorno di Deizi Nika e Agnese Benzoni, mentre lo staff tecnico guidato da Federico Rizzi e Fabio Falco ha il compito, tutt’altro che semplice, di trasformare entusiasmo in risultati concreti già dal 18 ottobre a Padova, contro l’Aduna, in quella che sarà la rivincita di una finale di Coppa Italia persa e mai del tutto digerita. È lo stesso tipo di scommessa che si respira in altre realtà della pallavolo femminile della zona, dove il territorio prova a costruire identità puntando su chi arriva dal vivaio o su nuovi innesti mirati: penso a come la Libertas Forlì abbia scelto di valorizzare Chiara Sintini e Vannesia Richard, cresciute in casa, o a come la stessa società cesenate abbia definito i tasselli della propria squadra con l’arrivo di Isotta Tognon come nuovo libero, oltre alla scelta di affidare la regia a Michela Montesi e di completare il reparto centrale con Benedetta Rizzo. Sono storie diverse, categorie diverse, ma la stessa fame di dimostrare che la pallavolo femminile romagnola ha ancora tanto da dire, e che investire su ragazze giovani non è mai un rischio da correre a cuor leggero, ma quasi sempre una scelta che ripaga. A Ravenna, intanto, c’è chi aspetta solo di sapere se Lucia Busso resterà legata ai colori giallorossi o se sceglierà di proseguire la sua esperienza a Portland: un dubbio che pesa, perché ogni big che parte è una certezza in meno, ma il gruppo sembra avere la forza per reagire comunque. E allora sì, si può essere critici su quanto sia rischioso ripartire con una squadra così giovane in un campionato così equilibrato, ma allo stesso tempo non si può non emozionarsi pensando al PalaCosta che torna a riempirsi, alla città che ritrova la sua Serie A femminile dopo un’attesa lunghissima. Perché lo sport, quello vero, è fatto anche di questo: di paure che si trasformano in speranza, e di una maglia che pesa di più quando dietro c’è una storia da riscrivere.







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