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Norris conquista una pole da campione in Ungheria: Ferrari beffata, penalità per Hamilton e Antonelli

Norris zittisce i critici con una pole da campione. Ferrari beffata sul finale, poi le penalità rilanciano Leclerc e cambiano la griglia

Per qualcuno era diventato un campione “normale”, un pilota che senza una monoposto dominante sembrava aver perso quella scintilla che lo aveva portato a conquistare il titolo mondiale. Quest’anno non erano mancate le critiche nei confronti di Lando Norris, accusato di non riuscire più a fare la differenza nei momenti decisivi. All’Hungaroring, però, il britannico ha risposto nel modo migliore: con un giro straordinario addirittura sotto bandiera gialla, costruito quando contava davvero,  conquistando una pole position di enorme valore che ricorda a tutti perché porta il numero uno sul musetto della sua McLaren.

Le qualifiche del Gran Premio d’Ungheria hanno regalato spettacolo dall’inizio alla fine. Aperte, combattute e ricche di colpi di scena ma con la pecca di avere la griglia definitiva solo dopo alcine ore. Infatti il verdetto della pista è stato soltanto il primo capitolo di un sabato destinato a cambiare volto dopo la bandiera a scacchi, quando le penalità inflitte a Lewis Hamilton e ad Andrea Kimi Antonelli hanno riscritto la griglia di partenza.

Con il tempo di 1’17″207, Norris ha conquistato la sua prima pole position stagionale, interrompendo anche l’egemonia Mercedes che aveva monopolizzato le prime dieci qualifiche del campionato. Un risultato che certifica il salto di qualità della McLaren, arrivata all’Hungaroring con un importante pacchetto di aggiornamenti che ha permesso al campione del mondo in carica di piazzare la zampata decisiva proprio negli ultimi secondi del Q3.

Per la Ferrari resta un pizzico di amaro in bocca. Dopo aver dominato il venerdì con il miglior tempo di Charles Leclerc nelle FP1 e quello di Lewis Hamilton nelle FP2, il Cavallino sembrava avere tutte le carte in regola per conquistare la pole position. Come aveva sottolineato anche Emiliano Tozzi nel podcast Curva12 di giovedì, la SF appariva la monoposto più completa sul tortuoso tracciato ungherese. Invece, proprio all’ultimo tentativo, è arrivata la stoccata di Norris, capace di beffare entrambe le Ferrari.

Hamilton e Leclerc avevano inizialmente concluso la sessione in seconda e terza posizione, confermando comunque il grande potenziale della Ferrari in vista della gara. Ma il colpo di scena era dietro l’angolo.

La decisione dei commissari non è arrivata del tutto a sorpresa. Già durante le interviste televisive del post qualifica, Lewis Hamilton era apparso poco sorridente e piuttosto teso, quasi consapevole che l’episodio finito sotto investigazione avrebbe potuto costargli una penalizzazione. Le sue espressioni lasciavano trasparire la preoccupazione per un possibile arretramento in griglia, confermato poche ore più tardi con i tre posti di penalità inflitti dai commissari. Il sette volte campione del mondo scivola così dalla seconda alla quinta posizione, mentre Charles Leclerc eredita la prima fila e scatterà al fianco di Lando Norris.

Penalità anche per Andrea Kimi Antonelli, leader di classifica 2026. Il giovane talento della Mercedes aveva ancora una volta impressionato, risultando tra i più veloci per tutta la sessione e conquistando inizialmente il quarto tempo. Nell’ultimo tentativo il bolognese stava migliorando ulteriormente la propria prestazione quando è stato costretto ad alzare il piede proprio prima del rettilineo finale a causa della bandiera gialla provocata dal testacoda di Max Verstappen nell’ultimo settore.

Una situazione che non è bastata a convincere i commissari, che hanno deciso di infliggergli tre posizioni di penalità facendolo retrocedere dalla quarta alla settima casella dello schieramento.

Davanti a lui partirà anche George Russell, protagonista di una qualifica dai due volti. Sempre più lento del compagno di squadra nel corso della sessione, il britannico ha visto il proprio ultimo tentativo interrompersi per un problema tecnico che ha costretto la Mercedes a fermarsi in pista, riaccendendo qualche interrogativo sull’affidabilità della monoposto di Brackley.


Alle spalle dei primi scatteranno Isack Hadjar con la Racing Bulls, Arvid Lindblad, autore di un’altra prestazione di grande livello, e Nico Hülkenberg con l’Audi.

Più complicato, invece, il sabato dell’Aston Martin. Fernando Alonso, nonostante gli importanti aggiornamenti portati in Ungheria dalla squadra guidata da Adrian Newey, non è riuscito a conquistare l’accesso al Q3, mentre Lance Stroll è stato eliminato già nel Q1 insieme alle Williams di Carlos Sainz e Alex Albon, alla Haas di Oliver Bearman e alle Cadillac di Valtteri Bottas e Sergio Perez. Nel Q2 si sono invece fermati Liam Lawson, Pierre Gasly, Franco Colapinto, Gabriel Bortoleto ed Esteban Ocon.

La pole position di Norris, la competitività mostrata dalla Ferrari per tutto il weekend e l’ottimo passo gara evidenziato dalla Mercedes, soprattutto con Andrea Kimi Antonelli nelle prove libere, lasciano immaginare un Gran Premio estremamente combattuto.

Il sabato ha incoronato il campione del mondo in carica. La domenica, però, promette una sfida tutta da vivere, con Norris chiamato a difendersi dall’assalto di Leclerc, Hamilton costretto a una gara di rimonta e Antonelli deciso a dimostrare che la penalizzazione non cancella quanto di buono mostrato in pista.

Foto di Fabio Vegetti


La griglia di partenza definitiva:

  1. Norris (McLaren)
  2. Leclerc (Ferrari)
  3. Piastri (McLaren)
  4. Verstappen (Red Bull)
  5. Hamilton (Ferrari)
  6. Russell (Mercedes)
  7. Antonelli (Mercedes)
  8. Hadjar (Red Bull) 
  9.  Lindblad (Racing Bulls)
  10. Hulkenberg (Audi) 
  11.  Lawson (Racing Bulls) 
  12. Gasly (Alpine) 
  13.  Colapinto (Alpine) 
  14. Bortoleto (Audi) 
  15. Ocon (Haas) 
  16. Alonso (Aston Martin) 
  17. Bearman (Haas)
  18. Sainz Jr. (Williams) 
  19. Albon (Williams)
  20. Stroll (Aston Martin)
  21. Bottas (Cadillac) 
  22. Perez (Cadillac)

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