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NON SPARATE SULLA CROCE ROSSA

Il derby di Romagna, parlando di basket, questa volta non mantiene le attese e si chiude per distacco con Rimini che sgancia Forlì nel terzo quarto, fiaccando la resistenza ospite con scatti ripetuti che dilatano il vantaggio sino toccare a ridosso della penultima sirena il +20, ritoccato poi come massimo vantaggio con il +21 del 35°, per chiudere senza patemi sul 78-63 finale.

Le premesse dei primi 20 minuti non erano state così malaccio con i biancorossi, in casacca blu da trasferta, che reggono bene l’urto in un Pala Flaminio carico a palla, a cui purtroppo fa da triste contraltare un semivuoto settore ospite che ha visto solo una trentina di fedelissimi aderire al pacchetto biglietto+ pullman che metteva a disposizione 150 ticket. Non ha smosso la tifoseria neppure la curiosità di assistere all’esordio del nuovo arrivato Bossi, che conferma le buoni doti di playmaking, ma anche che probabilmente il tabellino non sarà la sua priorità, l’impressione è comunque che sarà un elemento molto utile per il prosieguo della stagione. A tenere sulle spine la difesa di casa ci provano Stephens, ma soprattutto Aradori che per Dell’Agnello si materializza come un rebus da risolvere tanto che dopo ripetuti n.e. si rivede in campo nel secondo tempo anche l’ex Pollone, notoriamente specialista difensivo.

Dopo qualche accenno di fuga l’intervallo lungo vede stampato sul tabellone un 38-34 che lascia i giochi ampiamente aperti. Il finale lo abbiamo già raccontato, l’attacco forlivese si blocca, la difesa non regge più la forza d’impatto dei riminesi ed anche la voce rimbalzi torna a farsi pesantemente negativa. Le rotazioni di coach Martino sollevano qualche perplessità, soprattutto nel non vedere più in campo Aradori che pareva essere in serata, ma nel dopo partita si scoprirà che anche lui dovrà fare visita agli ortopedici societari per valutare una noia muscolare, che si aggiunge alla perdurante assenza di Gaspardo e alle non ottimali condizioni di Harper, che si strascina un fastidioso edema osseo dalla trasferta di Mestre che non gli permette ancora di allenarsi a pieno regime. Se poi si prende in considerazione l’età media del roster è chiaro come rotazioni ridotte possano essere la spiegazione di un evidente calo alla distanza dei superstiti.  Ora si prospettano dieci giorni di pausa, con il calendario che prevedeva la gara casalinga con Bergamo, prima del recupero casalingo contro Brindisi in programma mercoledì 25. La lunga pausa rappresenta dal punto di vista fisico un toccasana per recuperare forze e giocatori, ma nel frattempo la classifica potrebbe risucchiarci in pienavzona rossa play-out, con le nostre avversarie dirette che potrebbero allontanarsi pericolosamente.  Dopodiché ci sarà solo da capire come verrà decisa l’ultima retrocessione che ancora turba i sogni delle potenziali   candidate e stringersi attorno alla squadra, sia per evitare un pericolosissimo playout, sia a maggior ragione per giocarsi una salvezza che riguarda il più importante patrimonio sportivo della nostra città. Sparare sulla Croce Rossa con il rischio di ritrovarsi in B risulta piuttosto incomprensibile. Arriverà il momento dei giudizi e dei cambiamenti, ma per il momento salviamolA.

Foto di Massimo Nazzaro.

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