La fiamma olimpica a Forlì
Inutile negarlo.
La suggestione è stata fortissima. Una giornata dall’atmosfera semplicemente perfetta, la neve copiosa cadente dal cielo e un pubblico che per accogliere il passaggio della fiamma olimpica, non ha temuto né freddo né intemperie. Forlì si è resa protagonista di una giornata di sport pressoché perfetta, nella laica liturgia del fuoco sacro partito da Olimpia quasi due mesi or sono. Le vestali, le invocazioni al Dio Apollo in greco antico. Col passaggio della fiamma, la nostra città è stata testimone e portatrice di quel messaggio universale che dall’Antica Grecia, si tramanda dal 776 a.C., prima edizione accertata dei giochi. Un tramandarsi di regole e valori che al tempo delle Polis aveva il potere di fermare le guerre (e Dio solo sa quanto ce ne sarebbe bisogno ancora oggi…) per lasciar spazio in una tregua sacra nel mentre dell’umano confronto tra atleti.
Già.
La torcia olimpica di Luana Battinelli, tedofora il giorno della Befana in corso della Repubblica (foto in copertina), aveva racchiuso nelle molecole della propria fiamma, il calore mnemonico di oltre 2000 anni di storia e di civiltà. Per cui, pensare a quando per la prima volta le Olimpiadi si disputarono nel nostro paese esattamente 70 anni fa proprio a Cortina ci regala come un lampo nella memoria. Un attimo di millenaria vita universale dell’uomo. 70 anni per ricordarsi come la settima edizione della Olimpiadi invernali fu fautrice di diverse prime volte, soprattutto al femminile. A cominciare dal giuramento, recitato per la prima volta da una donna: la nostra sciatrice Giuliana Minuzzo Schenal, a sua volta già prima medagliata olimpica femminile italiana in questa tipologia di giochi, con il bronzo conquistato in discesa libera a Oslo ‘52. Fu anche la prima volta in cui il racconto prese la via del tubo catodico per arrivare in diretta nelle case di milioni di spettatori in tutto il mondo. La RAI fu autrice di un autentico lavoro di broadcasting internazionale senza precedenti, diffondendo in bianco e nero il proprio segnale direttamente alle emittenti estere che ne facevano richiesta. Tutte cose impresse nel docufilm “Vertigine Bianca” di Giorgio Ferroni, diventato nel tempo un documento storico di rilevanza assoluta. 70 anni in cui l’Italia era alle porte di quel boom economico che, le successive Olimpiadi di Roma 4 anni dopo, avrebbero consacrato nel nostro Paese come fatto compiutamente avvenuto.
Con questa cerimonia, Forlì è entrata a far parte dell’epica olimpica. In attesa che il 6 febbraio il braciere dello stadio di San Siro possa ardere ininterrottamente per due settimane.
Anche grazie a una scintilla olimpica.
Transitata per la nostra città.
Foto Sara Callegari- Studio Frasca








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