Nel momento più complicato della stagione, quando la classifica cominciava a farsi davvero preoccupante, in un periodo a dir poco negativo, la Pallacanestro 2.015 Forlì trova una vittoria pesantissima nell’anticipo del sabato sera.

L’Unieuro espugna il campo di Mestre e lo fa con una delle prestazioni più convincenti dell’intera annata, mettendosi alle spalle quattro sconfitte consecutive che avevano minato certezze e morale. La trasferta veneta, contro un’avversaria rivelatasi finora tutto fuorché ‘morbida’, si è invece trasformata in una serata di riscatto. Forlì ha mostrato compattezza, lucidità e soprattutto grande applicazione difensiva, costruendo il successo nei due quarti centrali della gara, autentico spartiacque dell’incontro.
Dopo un avvio equilibrato e comunque più favorevole ai padroni di casa, i biancorossi sono stati bravi a leggere la partita e a trovare le giuste contromisure al frizzante attacco di Mestre. La chiave è stata la difesa sul perimetro: gli esterni di casa, partiti in quinta, sono stati limitati con attenzione e aggressività, togliendo loro ritmo e soluzioni. I numeri parlano chiaro: appena 22 punti concessi nei due quarti centrali di gioco, 33 se si considera anche l’ultimo periodo. In questo modo, all’efficacia difensiva si è poi aggiunta una produzione offensiva continua e ben distribuita tra tutte le bocche da fuoco in maglia Unieuro. Forlì ha segnato ben 51 dei suoi 83 punti totali proprio tra seconda e terza frazione. Costruendo due break importanti (0-19 e poi 2-27 quando la Gemini si era riavvicinata fino al -2) che hanno scavato il solco e indirizzato una gara in cui i padroni di casa, per quanto sia, hanno comunque fatto la propria parte in negativo.
Una prestazione solida, senza passaggi a vuoto e di buon auspicio per il futuro prossimo. La vittoria di Mestre fa respirare tutto l’ambiente e restituisce un pizzico di fiducia. È però necessario mantenere i piedi ben saldi a terra, perché una rondine non fa primavera. La lotta per la salvezza resta apertissima e complessa, e il cammino è ancora lungo. Per questo, oltre a confermare l’atteggiamento visto in Veneto, un intervento dal mercato sul reparto esterni (Zanelli è un nome caldo) rimane sempre una necessità per aumentare profondità e qualità del roster. La strada è tracciata, ora serve continuità.
Foto di Massimo Nazzaro.








Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.