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Serie C 2026/2027, ecco il girone B: il Forlì di Nicola Campedelli tra Reggiana, Spezia e Perugia

La Serie C, tramite la circolare 33/L, ha comunicato la composizione dei gironi per la stagione 2026/2027. Il Forlì è stato inserito nel girone B, insieme alle seguenti avversarie: Atalanta U23, Campobasso, Grosseto, Gubbio, Guidonia Montecelio, Latina, Livorno, Ostiamare, Perugia, Pescara, Pianese, Pineto, Ravenna, Reggiana, Sambenedettese, Spezia, Torres, Vado e Vis Pesaro. Domani, invece, la Lega renderà noto il calendario della nuova stagione.

Numeri, sigle, città che si susseguono in una lista apparentemente fredda: Atalanta U23, Campobasso, Grosseto, Gubbio, Guidonia Montecelio, Latina, Livorno, Ostiamare, Perugia, Pescara, Pianese, Pineto, Ravenna, Reggiana, Sambenedettese, Spezia, Torres, Vado, Vis Pesaro. Eppure basta leggerla una seconda volta perché il cuore prenda a battere più forte: è il girone B, quello che per un anno intero scandirà le domeniche di chi tifa Forlì, ed è un girone che non fa sconti a nessuno. Reggiana e Spezia con la loro storia recente di Serie B alle spalle, Perugia e Pescara con blasoni pesanti, Ravenna a un tiro di schioppo: altro che passeggiata.

E qui il pensiero corre inevitabilmente a chi dovrà guidare i biancorossi in questo labirinto di trasferte lunghe e derby romagnoli sentiti come poche altre gare: Nicola Campedelli. Non un nome qualsiasi, non un tecnico arrivato per caso, ma un allenatore che a Forlì è già stato di casa e che ora torna a sedersi su quella panchina con l’entusiasmo di chi sa cosa significa quella maglia, come raccontato nel momento in cui si è presentato ai suoi nuovi (e vecchi) tifosi in occasione del suo ritorno dopo otto anni. È lì, in quelle parole cariche di emozione, che si misura la differenza tra un incarico e una scelta di cuore: e chi ha seguito il percorso di Campedelli sa bene quanto sia stato altalenante il rapporto tra critica e affetto nei suoi confronti nel corso degli anni, proprio perché quando ami davvero una maglia non puoi limitarti a guardarla, la vivi, la contesti quando serve, la difendi sempre.

Se il countdown per il calendario ufficiale è già iniziato, la sensazione è che la società non voglia arrivare al fischio d’inizio con l’ansia di dover rincorrere. Lo dimostrano i movimenti che si sono susseguiti in queste settimane, dal ritorno raccontato in Campedelli’s back fino ai volti nuovi che stanno arrivando per rinforzare una rosa chiamata a un campionato di questo livello: prima l’arrivo raccontato in Benvenuto, Giovanni Perini!, poi quello di Saer Diop, senza dimenticare la doppia firma che ha riportato in biancorosso i fratelli Valentini. Ogni tessera di questo mosaico racconta la stessa ambizione: costruire qualcosa capace di reggere l’urto di un girone che si preannuncia durissimo, senza però perdere quell’identità che a Forlì conta più di ogni classifica.

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