La salvezza della Correggese Calcio 1948
Ritroviamo Davide Marchini che ci racconta di un altro obiettivo centrato: arrivato a gennaio sulla panchina della Correggese Calcio 1948, nel campionato di Serie D Girone D, è riuscito a conquistare la salvezza.
Davide, tu ci hai sempre creduto?
«Beh, ovviamente se ho scelto di andarci è perché credere nelle sfide fa parte del mio carattere. Se avessi avuto dubbi o anche solo un minimo pensiero negativo, avrei sicuramente aspettato e valutato altre proposte che mi si erano presentate. Diciamo che la Correggese è una società ambita, sia per le strutture sia dal punto di vista dell’organizzazione. Durante la mia esperienza in questa società ho intravisto molti aspetti positivi.»
Quando sei arrivato a Correggio la situazione era complicata. Mi avevi detto che avevi bisogno di giocatori: la società ti ha accontentato?
«La prima settimana mi è servita per conoscere meglio il gruppo. Abbiamo poi fatto il punto della situazione e ho comunicato alla società ciò che secondo me serviva per raggiungere l’obiettivo. La dirigenza ha cercato di accontentarmi, anche se nella finestra di mercato invernale non è mai facile centrare tutti gli obiettivi. Abbiamo cercato di sistemare la situazione under e non è stato semplice. Inoltre, è arrivato Formato e c’è stata qualche partenza per chi avrebbe trovato meno spazio nel nuovo assetto.»
Sei un tipo focoso: ho visto che l’ambiente di Correggio ti è piaciuto perché esiste un rapporto diretto con la società. È questa una delle chiavi della salvezza raggiunta?
«Diciamo che ho intravisto in alcune figure societarie caratteri molto forti e simili al mio, ma con il tempo abbiamo saputo trovare mediazioni per raggiungere al meglio l’obiettivo comune. C’è sempre stata massima trasparenza nel dire le cose e siamo diventati ancora più gruppo. L’arrivo dei primi risultati positivi ha aiutato e ha aumentato la consapevolezza di potercela fare.»
Il tuo rapporto con la Correggese prosegue o le strade si dividono?
«Onestamente in questo momento sto solo pensando se è tutto vero e voglio godermi ancora un po’ i festeggiamenti. Sicuramente posso dire che quando si conoscono persone dirette fa solo piacere, sia nel bene che nel male. Non è scontato ammettere i propri errori in alcune scelte e questa per me è la cosa più importante, perché credo che correggendo gli errori si possa solo migliorare e costruire. Per il resto, con l’aiuto del procuratore, con il quale ho un rapporto di fiducia, faremo la scelta migliore per me e per il mio staff.»








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