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Sassuolo-Cesena 3-0, Diamanti cerca l’identità: sprechi, Siano salva il risultato e Romagna mia sugli spalti

Dopo la bella vittoria del Forlì contro la Juventus Next Gen, in redazione speravamo che anche il Cesena riuscisse a sovvertire un pronostico che alla vigilia appariva decisamente complicato. Questa volta, però, la sorpresa non è arrivata. Il Sassuolo del nuovo tecnico Alberto Aquilani ha rispettato i favori del pronostico, imponendosi 3-0 contro un Cesena che ha mostrato volontà e qualche buona trama, ma anche tutti i limiti di una squadra ancora alla ricerca della propria identità.

Il risultato è pesante e racconta la maggiore qualità e maturità dei neroverdi, la differenza di categoria è lampante. Ma non fotografa completamente quanto visto in campo. I bianconeri hanno costruito diverse situazioni offensive, conquistato numerosi calci d’angolo e soprattutto sprecato almeno un paio di occasioni che non avrebbero forse riaperta la partita ma sarebbero state il giusto premio per i giocatori ed allenatore bianconero. Non sapremo mai come sarebbe cambiato il copione con un gol del Cavalluccio nel momento migliore, ma proprio la scarsa concretezza rappresenta uno degli aspetti sui quali Alessandro Diamanti dovrà lavorare.

Piacentini ko dopo cinque minuti

Il debutto ufficiale del nuovo allenatore bianconero è stato anche condizionato dalle assenze, quella di Gianluca Frabotta su tutte, e da un pizzico di sfortuna.

Dopo appena cinque minuti Diamanti ha infatti perso Matteo Piacentini per infortunio, vedendosi costretto a modificare immediatamente quanto preparato alla vigilia.

Il Sassuolo non ha avuto bisogno di molti inviti. Al 13′ Cristian Volpato ha trovato il gol dell’1-0, mettendo subito la partita sui binari preferiti dalla formazione di Aquilani.

Prima dell’intervallo è arrivato anche il raddoppio, al termine di una bella azione neroverde finalizzata da Vasilije Adzic. Due gol che hanno evidenziato soprattutto la capacità del Sassuolo di trasformare in occasioni concrete la propria superiorità tecnica.

Il Cesena prova a reagire, ma non concretizza

Nella ripresa il Cesena è rientrato in campo con un atteggiamento positivo. I bianconeri hanno provato ad alzare il ritmo e sono riusciti a creare alcune opportunità interessanti, senza però trovare quella rete che avrebbe potuto restituire tensione alla partita.

Ed è probabilmente questo il maggiore rimpianto della serata. Perché contro una squadra superiore sulla carta le occasioni vanno sfruttate, soprattutto quando si presenta la possibilità di cambiare l’inerzia dell’incontro.

Il Sassuolo, invece, non si è scomposto. Ha lasciato sfogare il Cesena nei suoi momenti migliori, mantenendo sempre il controllo della gara e mostrando una maggiore sicurezza nella gestione del pallone.

All’80’ Lipani ha quindi trovato la rete del definitivo 3-0, chiudendo una partita che i neroverdi hanno condotto con autorità.

Siano evita un passivo ancora più pesante

Nonostante le tre reti subite, tra i migliori del Cesena va certamente inserito Alessandro Siano. Il portiere bianconero è intervenuto in diverse occasioni evitando che il passivo assumesse proporzioni ancora maggiori.

Buone indicazioni anche da Dimitri Bisoli, per personalità ed esperienza in mezzo al campo, e dal capitano Andrea Ciofi, chiamato a guidare una squadra ancora in piena fase di costruzione.

Più complicata la serata di Caprini, spesso in affanno sulla fascia destra, e di Guidi, protagonista di qualche imprecisione di troppo. Diamanti ha scelto infatti di sostituire entrambi nel corso della partita.

Sono valutazioni inevitabilmente ancora parziali. Siamo alla prima gara ufficiale di una nuova gestione tecnica e il Cesena deve trovare automatismi, equilibrio e soprattutto maggiore conoscenza tra giocatori chiamati ad assimilare le idee del nuovo allenatore.

Il 3-0, però, dice anche che il lavoro da fare è parecchio. Nasconderlo sarebbe inutile.

Cinquecento bianconeri e quel “Romagna mia” che vale più del risultato

Se dal campo sono arrivate luci e ombre, dagli spalti è arrivata invece una certezza.

Circa 500 tifosi cesenati hanno raggiunto Reggio Emilia in un caldo lunedì di agosto per accompagnare la squadra al debutto ufficiale della stagione. Hanno sostenuto il Cavalluccio per tutta la partita e non hanno fatto mancare il proprio affetto nemmeno dopo il triplice fischio.

Il 3-0 non ha cancellato il rito finale: giocatori sotto il settore ospiti e dagli spalti le note di “Romagna mia”.

Un applauso meritato a chi c’era. Perché il campionato deve ancora cominciare e, se il Cesena di Diamanti è ancora tutto da costruire, il suo pubblico ha già dimostrato di essere pronto.

Adesso niente drammi, ma neppure alibi. Il Sassuolo ha mostrato quanto ancora separa il Cesena da una squadra più avanti per qualità, organizzazione e condizione. Diamanti avrà materiale sul quale lavorare e pochi giorni per farlo.

Domenica 23 agosto alle 21.00 si comincia a fare sul serio: all’Orogel Stadium arriverà la Sampdoria per la prima giornata di campionato. E lì il Cesena sarà chiamato a mostrare i primi passi avanti.

IL TABELLINO:

SASSUOLO: Muric A., Cinquegrano S. (dal 37′ st Missori F.), Odenthal C., Macchioni T. (dal 37′ st Di Bitonto A.), Doig J., Adzic V. (dal 27′ st Lipani L.), Matic N. (dal 21′ st Dominguez B.), Bakola D., Volpato C., Bowie K. (dal 21′ st Ghion A.), Lauriente A.. A disposizione: Ciervo R., Di Bitonto A., Dominguez B., Ghion A., Iannoni E., Idzes J., Kulla G., Lipani L., Missori F., Moro L., Nuamah P., Nyarko L., Obrador R., Pierini N., Turati S. Allenatore: Aquilani A..

CESENA: Siano A., Ciofi A., Piacentini M. (dal 5′ pt Ilic M.), Mangraviti M., David A., Bisoli D., Pagano R. (dal 23′ st Francesconi M.), Guidi M. (dal 23′ st Schirone L.), Druiventak X., Shpendi C. (dal 38′ st Debenedetti A.), Caprini M. (dal 1′ st Fiori A.). A disposizione: Bertaccini F., Casadei E., Casadei M., Debenedetti A., Fiori A., Fontana N., Francesconi M., Ilic M., Magni V., Mazzi T., Natta M., Schirone L. Allenatore: Diamanti A..

Reti: al 13′ pt Volpato C. (Sassuolo) , al 45’+2 pt Adzic V. (Sassuolo) , al 30′ st Lipani L. (Sassuolo) .

Ammonizioni: al 19′ st David A. (Cesena), al 27′ st Schirone L. (Cesena).

Foto di Fabio Casadei.


Il triplice fischio del Mapei Stadium ha fissato il punteggio, ma non ha spento l’unica vera certezza della serata: quella che arrivava dagli spalti. Perché mentre in campo il Cesena di Alessandro Diamanti incassava una lezione di categoria, fuori dal rettangolo verde c’era una città intera pronta a stringersi attorno alla squadra. Il post ufficiale del club, secco e senza fronzoli, racconta il risultato nudo e crudo:

 
 
 
 
 
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  È lo stesso amore incondizionato che si respirava poche settimane fa, quando la nuova maglia veniva presentata tra le tele stampate a mano dell’Antica Stamperia Pascucci di Gambettola: una maglia che porta addosso la storia della città e il ritorno di Amadori dopo trentacinque anni, un dettaglio che i tifosi più attenti non hanno faticato a cogliere come simbolo di appartenenza. Ma la strada verso l’identità vera passa dal campo, non dal petto della maglia. E lì il Cesena ha ancora tanto, tantissimo da dimostrare: lo si era intuito già nel test contro il Forlì, quando Diamanti aveva distribuito minutaggio a tutti in vista dell’esordio, cercando equilibri che ancora non si sono trovati.  Diamanti ha il compito più difficile e più affascinante: trasformare la buona volontà vista al Mapei in qualcosa di più solido, prima che il campionato vero, quello senza sconti, bussi alla porta dell’Orogel Stadium.

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