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Forlì show in Coppa Italia: Campedelli elimina la Juventus Next Gen, ora il derby contro il Ravenna di Ronaldinho

Il Forlì comincia la stagione nel modo migliore. I biancorossi eliminano la Juventus Next Gen ai calci di rigore e superano il turno di Coppa Italia, conquistando un derby con il Ravenna che promette già spettacolo e grande attesa. Una vittoria pesante per la squadra di Nicola Campedelli, arrivata all’esordio in una gara ufficiale e contro un avversario di prestigio.

I Galletti mostrano fin dai primi minuti personalità e al 23′ trovano il vantaggio. Tutto nasce da una rimessa laterale in zona offensiva: Petrelli passa a Farinelli che crossa e Rossi si presenta di testa, battendo Fuscaldo per l’1-0.

La Juventus reagisce e al 33′ trova il pareggio su calcio di rigore. Veliaj intuisce la direzione, ma Konate segna l’1-1.

Juventus in dieci, il Forlì prova a vincerla

La partita cambia nuovamente al 54′. Van Aarle trattiene Farinelli, lanciato verso la porta: per l’arbitro gli estremi per un secondo cartellino giallo ci sono tutti. Espulsione e Juventus Next Gen costretta a giocare in inferiorità numerica.

Il Forlì prova a sfruttare l’uomo in più e mette in difficoltà la retroguardia bianconera, ma il risultato non cambia. Al 90′ il tabellone dice ancora 1-1 e per decidere chi proseguirà il cammino in Coppa Italia servono i calci di rigore.

Ed è dagli undici metri che i Galletti mostrano freddezza.

Per il Forlì segnano Macrì, Coveri, Farinelli e Perini. La Juventus risponde inizialmente con Pagnucco e Macca, poi Savio spedisce fuori il proprio tentativo.

A mettere il sigillo sulla qualificazione è Veliaj. Il portiere biancorosso neutralizza il quarto rigore della Juventus e scatena la festa del Forlì: qualificazione conquistata e primo successo ufficiale dell’era Campedelli.

Campedelli soddisfatto: «Una partita “tosta”»

Una vittoria che vale soprattutto per il modo in cui è arrivata. Alla prima vera prova della stagione, il Forlì ha saputo tenere testa a una formazione di qualità come la Juventus Next Gen, mostrando carattere anche in una partita resa ancora più impegnativa dal caldo.

Nel post partita Nicola Campedelli non ha nascosto la propria soddisfazione. Il tecnico ha apprezzato la capacità dei suoi ragazzi di affrontare una partita “tosta” e di creare diversi “grattacapi” alla difesa bianconera.

Indicazioni positive, dunque, ma siamo soltanto all’inizio e il lavoro da fare resta inevitabilmente tanto. Per una squadra costruita puntando anche su numerosi giovani, superare un turno del genere rappresenta però una bella iniezione di fiducia.

E adesso arriva una sfida che avrà inevitabilmente un sapore particolare.

Ora il derby con il Ravenna

La qualificazione regala infatti al Forlì il derby di Coppa Italia contro il Ravenna, appuntamento per il quale lo stesso Campedelli si è detto particolarmente eccitato.

Prima, però, bisognerà tornare con la testa al campionato. Il debutto attende i biancorossi sul campo della Sambenedettese, primo banco di prova di una Serie C che il tecnico del Forlì ha già definito “infuocato”.

La prima risposta del campo, intanto, è arrivata. Il Forlì c’è: ha sofferto, ha combattuto e ha avuto la freddezza necessaria quando la qualificazione si è decisa dagli undici metri. E adesso può cominciare a pensare a un derby di Coppa che accende già la passione biancorossa.
Perchè, mettiamola così: il Forlì ha battuto la Juventus ed ora affronterà Ronaldinho…


C’è qualcosa di poetico nel destino che ha scelto proprio la Juventus Next Gen come primo ostacolo dell’era Campedelli, e nel Forlì che se lo toglie di torno ai rigori, con quella freddezza che sa di squadra già consapevole di sé. Veliaj para, il popolo biancorosso esplode, e la sensazione è quella di una squadra che, pur giovanissima, ha già capito cosa significhi giocare per questi colori. Non è un dettaglio da poco, se si pensa a quanto raccontato nella giornata della presentazione ufficiale, con la commozione di Cappelli e l’ambizione dichiarata di una rosa costruita sui giovani: quella sera si parlava di un progetto, oggi il progetto ha già i muscoli e la testa per reggere una battaglia vera contro un club come quello bianconero.

E poi c’è lui, Nicola Campedelli, che al ritorno sulla panchina del Forlì si gioca la prima vera prova del fuoco e la supera a testa alta. Il suo ritorno era stato raccontato con enfasi particolare, quasi cinematografica, in quel pezzo che titolava semplicemente Campedelli’s back: ecco, quel ritorno oggi ha un significato concreto, fatto di una squadra che soffre, si compatta in dieci contro undici avversari (per la superiorità numerica concessa dall’espulsione di Van Aarle) e non molla mai, nemmeno quando il pareggio della Juventus poteva scoraggiare chiunque. Si può essere severi con un allenatore quando le cose non girano, ma davanti a una prestazione così bisogna avere l’onestà di applaudire senza remore: Campedelli ha ritrovato la sua città e la sua città, dal campo, gli ha risposto con carattere.

Ora la testa corre già al derby di Coppa Italia contro il Ravenna, una sfida che porta con sé il fascino di una rivalità di provincia e il richiamo, quasi surreale, di un nome pesante come quello di Ronaldinho sulla panchina avversaria. Ma prima ancora di sognare il derby, il campionato bussa alla porta con la trasferta di Sambenedettese, e lì si vedrà se questo Forlì, arricchito anche dai nuovi innesti raccontati nella cronaca dei fratelli Valentini vestiti di biancorosso, saprà confermare in campionato quanto mostrato in coppa. Perché una vittoria contro la Juventus fa rumore, riempie il cuore e alimenta l’entusiasmo, ma il vero giudizio su questa squadra si scriverà partita dopo partita, in un girone che lo stesso tecnico ha già bollato come infuocato.

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