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Il Cesena di Diamanti ha carattere: vince a Chiavari, Shpendi segna e non pensa al mercato

Il mercato può aspettare. Il Cesena, intanto, pensa al campo e da Chiavari torna con tre punti pesanti e la prima vittoria in Serie B di Alessandro Diamanti. Contro la Virtus Entella finisce 2-1, al termine di una partita che mostra due facce molto diverse dei bianconeri: belli, concreti e anche cinici per buona parte del primo tempo; troppo bassi e costretti a soffrire nella ripresa.

Ma alla fine il Cesena tiene. E forse è proprio questa la notizia più interessante.

Diamanti sta dando compattezza e carattere a una squadra sulla quale continuano inevitabilmente a pesare le voci di mercato. La più importante riguarda Cristian Shpendi, che potrebbe ancora cambiare maglia. A Chiavari, però, l’attaccante pensa soltanto al Cesena e firma proprio quel secondo gol che alla fine risulterà decisivo.

Una rete che, inevitabilmente, assume anche un significato particolare a pochi giorni dalla chiusura del mercato.

Fiori apre, Shpendi raddoppia: Cesena concreto

Per circa quaranta minuti si vede probabilmente il miglior Cesena di questo inizio di stagione.

La squadra di Diamanti tiene bene il campo, gioca con personalità e soprattutto riesce a trasformare in gol le occasioni costruite.

A sbloccare la partita è Antonio Fiori, bravo a trovare di testa il suo primo gol con la maglia bianconera. Poi arriva il raddoppio di Shpendi.

Nell’azione del 2-0 c’è anche il lavoro di Xavello Druiventak, che serve l’assist all’attaccante albanese. Un’altra prestazione interessante dell’esterno, rimasto in campo per circa 70 minuti e protagonista di una gara fatta soprattutto di corsa e sacrificio.

Come già contro la Sampdoria, Druiventak percorre continuamente la fascia destra e non limita il proprio contributo alla fase offensiva. Lo si vede spesso abbassarsi e aiutare i compagni nella copertura, garantendo equilibrio alla squadra.

Il Cesena potrebbe anche trovare altre reti e chiudere la partita prima dell’intervallo. Non lo fa e, proprio allo scadere del primo tempo, arriva l’episodio che cambia il volto della gara.

Tiritiello accorcia le distanze e manda le squadre negli spogliatoi sul 2-1.

Nella ripresa il Cesena si abbassa troppo

Il gol dell’Entella cambia inevitabilmente l’inerzia.

Nella ripresa sono i padroni di casa a prendere l’iniziativa, mentre il Cesena arretra progressivamente il proprio baricentro. Diamanti prova a intervenire inserendo Frabotta e Francesconi, ma la squadra non riesce a ritrovare la stessa aggressività mostrata nella prima parte dell’incontro.

Il Cesena si chiude troppo.

Lo riconoscerà senza problemi lo stesso allenatore nel dopogara.

L’Entella attacca e costringe i bianconeri a una lunga fase di sofferenza. Il Cavalluccio non riesce più a ripartire con continuità e il secondo tempo diventa soprattutto una prova di resistenza.

Ma la difesa regge.

Ed è qui che emerge un’altra caratteristica che Diamanti sembra essere riuscito a trasmettere rapidamente alla sua squadra: la disponibilità al sacrificio.

Non è ancora il Cesena che probabilmente il tecnico vorrebbe vedere, ma è una squadra che nei momenti complicati sa stringersi, aiutarsi e difendere il risultato.

Fiori: «Nel secondo tempo ci siamo abbassati un po’ troppo»

Antonio Fiori può festeggiare non soltanto i tre punti, ma anche il primo gol con la maglia del Cesena.

«Sicuramente è stata un’emozione bellissima poter festeggiare sotto il settore dei nostri tifosi il mio primo gol con la maglia del Cesena. Spero di farne altri e spero, soprattutto, di farne tanti anche sotto la Curva Mare. Se mi aspettavo di segnare così? Durante la rifinitura il mister mi dice sempre di stare al limite, che comunque le palle escono tutte. Sono stato bravo a prenderla di testa e trovare il gol.»

Fiori non nasconde però quello che il Cesena avrebbe potuto fare meglio, soprattutto nella gestione della partita.

«Il primo tempo abbiamo fatto due gol, ma potevamo farne molti di più. Abbiamo avuto comunque altre occasioni per segnare e dovevamo essere più cattivi, perché se avessimo chiuso la partita subito nel primo tempo, sarebbe stato difficile anche per gli avversari recuperare la partita. Nel secondo tempo, invece, ci siamo abbassati un po’ troppo, come ha detto il mister, e abbiamo sofferto, però abbiamo avuto grande spirito nel non voler prendere gol e, alla fine, l’abbiamo portata a casa.»

Parole che fotografano bene la partita: un Cesena capace di costruire la vittoria nel primo tempo e poi di difenderla nella ripresa, anche se con qualche sofferenza di troppo.

Diamanti festeggia la prima vittoria: «C’è tanto da lavorare»

Per Alessandro Diamanti è la prima vittoria da allenatore in Serie B, ma nel dopogara il tecnico non si lascia trascinare dall’entusiasmo.

«Le mie emozioni sono sempre tante, ma io sono molto felice per i ragazzi, perché l’importante sono le loro di emozioni. È stata una partita a due facce: sono molto contento per qualcosa e per altro, insomma, c’è tanto da lavorare, ma noi lo sappiamo, i ragazzi lo sanno. Questo gruppo ha una predisposizione incredibile al lavoro, alla sofferenza e al sacrificio, hanno uno spirito incredibile ed io sono veramente una persona felice di allenare questi ragazzi e lavoreremo per migliorare. Metteremo a posto le cose che ci sono da migliorare e quello che già facciamo bene continueremo a sistemarlo perché si può sempre, sempre crescere. Questo è un processo che abbiamo appena iniziato, adesso dobbiamo andare avanti così.»

Diamanti insiste soprattutto sulla capacità del gruppo di soffrire, senza però nascondere che nella ripresa avrebbe voluto vedere un Cesena differente.

«Sapevamo che sarebbe stata una partita di sofferenza e non abbiamo mai pensato di venire qui a fare una partita facile. Eravamo consapevoli che ci avrebbe aspettato una battaglia, perché questo è un campo difficilissimo, dove faranno fatica tutte le squadre del campionato. Lo spirito dei ragazzi c’è stato, anche se secondo me abbiamo sofferto troppo, e si può fare sicuramente molto meglio in tante fasi però, come ho detto ai ragazzi, quando si vince, si celebra.»

Tre punti, ma il Cesena è ancora un cantiere

Ed è probabilmente questa la fotografia più corretta del momento.

Il Cesena vince ed è una vittoria solida, costruita con un ottimo primo tempo e difesa con carattere quando l’Entella ha provato a cambiare la partita. Ma nessuno, a cominciare da Diamanti, può pensare che il lavoro sia già terminato.

La squadra deve riuscire a mantenere più a lungo la propria identità, evitando di abbassarsi eccessivamente quando l’avversario aumenta la pressione. Deve diventare più cattiva quando ha la possibilità di chiudere le partite e imparare a gestire meglio i momenti.

Ma intanto arrivano tre punti importanti.

E arriva soprattutto la sensazione che tra Diamanti e il gruppo stia nascendo qualcosa. Dopo il pareggio contro la Sampdoria, quando il Cesena aveva resistito a lungo in inferiorità numerica, anche a Chiavari emerge una squadra disposta a correre e sacrificarsi per il risultato.

Ancora una volta, poi, i tifosi bianconeri hanno fatto sentire il proprio sostegno anche lontano dal Manuzzi, accompagnando la squadra nella trasferta ligure e festeggiando con i giocatori una vittoria importante.

Adesso resta un’altra partita, questa volta fuori dal campo.

Il mercato chiuderà il 2 settembre e soltanto allora Diamanti saprà definitivamente quale Cesena avrà a disposizione. Inevitabilmente gli occhi saranno puntati soprattutto sul futuro di Shpendi.

Per ora il bomber è ancora lì. Corre, segna e regala punti al Cesena.

Poi parlerà il mercato. A Chiavari, invece, ha parlato il campo.

Foto di Fabio Casadei.


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C’è una cosa che a Chiavari salta all’occhio più del punteggio: il Cesena che va sotto pressione, si abbassa, soffre, eppure non si spezza. È lo stesso spirito che si era già intravisto una settimana prima, quando i bianconeri avevano retto in dieci uomini contro la Sampdoria strappando un punto pesantissimo con Shpendi ancora protagonista. Due partite diverse, un unico filo conduttore: un gruppo che sembra aver trovato in Diamanti un punto di riferimento, anche nei momenti in cui il gioco viene meno.

Ed è un filo che si allunga fino a Reggio Emilia, quando il Cesena era apparso invece smarrito, travolto da un Sassuolo che aveva imposto il proprio ritmo fin dai primi minuti: quella sera l’identità bianconera sembrava ancora tutta da costruire, tra sprechi e un baricentro troppo basso per impensierire davvero l’avversario. A Chiavari qualcosa si è mosso: il primo tempo firmato Fiori e Shpendi ha mostrato una squadra capace di giocare con personalità, prima di tornare a soffrire nella ripresa. Il percorso, insomma, resta un cantiere aperto, ma la direzione sembra quella giusta.

Il calore del popolo bianconero, del resto, non manca mai, nemmeno lontano dal Manuzzi. Lo raccontano bene i numeri e le immagini dei match ufficiali pubblicate dal club, come quella del pareggio interno nella prima uscita casalinga stagionale

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