Il ritorno al futuro della Pallacanestro 2.015
Nell’estate della rivoluzione, la mossa più sorprendente è forse quella che guarda al passato. Mentre Forlì ha avviato un profondo rinnovamento, sia sul piano dirigenziale sia su quello tecnico, con una linea orientata alla valorizzazione di figure giovani e a una nuova progettualità, il ritorno di Gigi Garelli rappresenta una scelta apparentemente in controtendenza.
Eppure, osservandola più da vicino, appare come una decisione tutt’altro che casuale. Garelli è infatti uno dei volti più conosciuti e ‘riconoscibili’ della pallacanestro forlivese.
Da alcune settimane ricopre il ruolo di amministratore unico del club di viale Corridoni, una posizione che lo rende di fatto il riferimento dell’area dirigenziale.
Per il classe ‘62, forlivese d’adozione ormai da decenni, si tratta soprattutto di un ritorno a casa. Nell’estate del 2015 fu infatti tra i promotori della nascita della stessa Pallacanestro 2.015, il soggetto che raccolse l’eredità del basket cittadino dopo il tramonto dell’esperienza FulgorLibertas.
Socio fondatore e primo allenatore dell’Unieuro, Garelli riuscì immediatamente a lasciare il segno. Nella stagione inaugurale conquistò la Coppa Italia di Serie B e soprattutto la promozione in A2, subito al primo tentativo.
Un’impresa che contribuì a restituire entusiasmo e credibilità al movimento cestistico forlivese. L’avventura in panchina proseguì anche nella categoria superiore, prima dell’esonero arrivato nel dicembre 2016 dopo una serie di risultati negativi.
Ma il legame tra Garelli e Forlì affonda le radici molto più indietro nel tempo. La prima tappa risale alla stagione 2001/02, quando guidò la Libertas Basket 80 in serie B2 centrando, anche in quel caso, una promozione. Poi il ritorno del 2004/05 alla FulgorLibertas, reduce dalla parentesi di Vigevano. Una stagione esaltante, culminata con la finale per la promozione persa contro Casale Monferrato. Dopo un anno a Sassari, Garelli tornò nuovamente alla FL per un biennio che vide la squadra chiudere al primo posto la regular season del girone A di Serie B d’Eccellenza nel campionato 2006/07.
Insomma, ogni volta che le strade di Garelli e Forlì si sono incrociate, il bilancio è stato quasi sempre accompagnato da risultati importanti. Oggi il contesto è diverso: niente panchina, niente timeout da chiamare o quintetti da scegliere.
La sfida si gioca dietro una scrivania, tra organizzazione, programmazione e gestione societaria. Ma la sostanza non cambia. In una fase di profonda trasformazione, il club biancorosso ha deciso di affidarsi a una figura che conosce la città, l’ambiente e le dinamiche della categoria.
Un ritorno al passato che, nelle intenzioni del club, vuole essere soprattutto un investimento sul futuro.
Foto di repertorio di Massimo Nazzaro








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