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Davide Marchini, ex giocatore di Serie A

Oggi incontriamo Davide Marchini, ex calciatore professionista che ha vestito, tra le altre, le maglie di Bologna, Cagliari, SPAL, Chievo e Livorno, collezionando presenze e reti in Serie A.
Esterno di grande forza e corsa, è rimasto indimenticabile anche per l’episodio che lo vide improvvisarsi portiere in emergenza nella partita contro il Napoli con la maglia del Livorno, a causa dell’espulsione del numero uno titolare.

Terminata la carriera da giocatore, Marchini ha intrapreso quella da allenatore guidando Argentana, Progresso, Granamica e Sasso Marconi, arrivando fino alla Serie D.

Ciao Davide, hai militato in diverse squadre di Serie A. Che ricordi hai e qual è stato il momento più alto della tua carriera da giocatore?

«Mi ritengo fortunato per la carriera che ho avuto e per aver giocato in Serie A, che è il sogno di ogni calciatore. Un ricordo bellissimo è l’aver avuto la fortuna di incontrare grandi campioni che purtroppo oggi non ci sono più.
Oggi, con tutto il rispetto per le società blasonate, il livello dei giocatori è decisamente calato.
Il momento più alto della mia carriera è stato a Cagliari, con i primi gol in Serie A: in quel periodo ho avuto richieste da società importanti, poi sappiamo tutti come è andata a finire.
Non rinnego nulla di quello che è successo, perché credo che se c’è un Dio, quello che mi ha tolto me lo ridarà allenando. Voglio pensarla così.»

Hai giocato nella SPAL. Oggi la società estense milita nel campionato di Eccellenza: come vedi la situazione in casa spallina?

«Ho giocato più di 12 anni nella SPAL, praticamente è stata la mia mamma calcistica. Mi dispiace molto vederla in Eccellenza, ma credo abbia una rosa nettamente superiore alle altre.
Ora che è arrivato un direttore sportivo di grande esperienza, penso che possa essere la favorita per la risalita.»

Ci siamo incontrati quando le tue squadre affrontavano Ravenna e Forlì. Segui il campionato di Serie D: sei disposto a tornare “in sella”?

«Lo scorso anno il campionato di Serie D, girone D, sembrava per i nomi una vera e propria Serie C. Sto seguendo molte partite di Serie D e Serie C e quello che mi colpisce è il continuo calo della qualità dei giocatori.
Seguo molto Miramari: credo, e sarei pronto a scommetterci, che arriverà a palcoscenici importanti. Negli allenamenti propone esercitazioni che solo grandi allenatori come Guardiola e De Zerbi fanno. Inoltre è una persona umile, con grande voglia di arrivare.
Sì, sono disposto a tornare in sella. Nel frattempo continuo ad aggiornarmi, perché il calcio è in continua evoluzione. Ho ricevuto qualche richiesta, ma frequentando il corso UEFA A e avendo ambizioni importanti, per il momento ho deciso di aspettare.»

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