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Matteo Mazzotti è il nuovo opposto della Volley Forlì: dal trionfo in Serie B alla sfida biancoblu

La Volley Forlì è orgogliosa di annunciare che Matteo Mazzotti sarà il nuovo opposto per la stagione 2026/2027. Un innesto di assoluto valore che va a blindare il reparto d’attacco della formazione biancoblu.

Nato a Cesena il 12 giugno 1998, alto 190 cm, Mazzotti ricopre il ruolo di opposto. Atleta romagnolo, forlivese d’adozione e “figlio d’arte”, porta in dote potenza, continuità e una profonda conoscenza dei campionati nazionali.

Dopo le prime esperienze nelle categorie nazionali e nel beach volley, Mazzotti compie il salto in Serie A3 nella stagione 2023/2024 con la Senini Motta di Livenza. Con la compagine veneta disputa un’annata da protagonista: 28 presenze ufficiali con 305 punti totali.

Nelle ultime due stagioni (2024/2025 e 2025/2026), l’opposto cesenate è stato il punto di riferimento offensivo e il vero e proprio trascinatore della Sab Group Rubicone, culminando il percorso con la trionfale vittoria nell’ultimo campionato di Serie B e la conquista della promozione. Le parole della società: “Siamo felici e orgogliosi di accogliere Matteo Mazzotti nella famiglia della Volley Forlì. È un opposto solido, determinato e abituato a vincere, come dimostra l’ultimo esaltante campionato conquistato con la Sab Group Rubicone. La sua esperienza in Serie A, unita alla sua forte radice romagnola e alla leadership dimostrata in campo, lo rende il profilo ideale per guidare il nostro attacco nella stagione 2026/2027 in cui vestirà la maglia numero 8.”

foto e articolo: Ufficio Stampa Volley Forlì

Matteo Mazzotti che sceglie Forlì non è una notizia qualsiasi, è il tipo di colpo che fa alzare il sopracciglio a chi segue la pallavolo romagnola da vicino. Perché quando un opposto costruisce due stagioni come le ultime due, trascinando la Sab Group Rubicone fino alla promozione in Serie B con quella fame che si vede solo nei giocatori veri, poi te lo ritrovi in biancoblu, la sensazione è quella di aver rubato qualcosa alla concorrenza. E la storia recente della Querzoli insegna che i colpi giusti al momento giusto fanno la differenza: lo dimostra bene il derby della Ravegnana conquistato in biancoblu, una serata che ha ricordato a tutti quanto possa pesare, in questo sport fatto di episodi, avere in squadra chi non si tira mai indietro nei momenti che contano. Perché diciamocelo: non basta un nome altisonante per vincere una partita, serve continuità, serve quella capacità di reggere anche quando le cose si mettono male. E qui la memoria corre subito a certe serate amare, come quella raccontata in l’illusione vissuta a Ferrara, con un crollo psicologico che ha vanificato un avvio dominante: episodi che bruciano ancora, e che fanno capire perché un opposto abituato a vincere, con la leadership già dimostrata sul campo, sia esattamente ciò che serviva per blindare l’attacco e non ripetere certi film già visti troppe volte. Mazzotti arriva forte di un pedigree familiare, di una fisicità importante e soprattutto di una fame di vittoria che a Forlì, tra alti e bassi, un po’ si era persa per strada. Ora la palla passa al campo, e sarà lì che si capirà se questo innesto sarà davvero la svolta promessa dalla società. Ma la sensazione, guardando il percorso di Mazzotti tra Motta di Livenza e il Rubicone, è che la Querzoli abbia messo le mani su un giocatore che sa cosa significa lottare punto su punto, e che a Forlì, dove il pubblico non perdona la mediocrità ma sa anche innamorarsi follemente di chi si sacrifica in campo, troverà terreno fertile per far parlare ancora una volta di sé.

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