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Cesena, un punto che vale: Shpendi segna, due legni e in 10 tiene testa alla Samp

Il primo Cesena di Alessandro Diamanti in campionato porta a casa un punto, ma soprattutto lascia al Manuzzi sensazioni decisamente positive. Davanti a circa 12mila spettatori, i bianconeri pareggiano 1-1 contro la Sampdoria al termine di una partita nella quale, fino all’espulsione di David, avevano costruito qualcosa in più degli avversari. E quando sono rimasti in dieci non hanno sfigurato, stringendo i denti e costringendo i blucerchiati a inseguire fino all’82’.

Resta inevitabilmente qualche rimpianto. Perché il Cesena era passato meritatamente in vantaggio con Cristian Shpendi e nei primi minuti della ripresa aveva colpito addirittura due legni. Il 2-0 sembrava più vicino dell’1-1 quando il secondo giallo a David ha improvvisamente cambiato la partita.

Shpendi accende il Manuzzi

Il Cesena parte con personalità, tiene bene il campo e non mostra timori reverenziali nei confronti della Sampdoria.

Gli ospiti provano inizialmente ad affidarsi a Tutino, ma sono i bianconeri a trovare progressivamente maggiore sicurezza. Al 15’ un eccesso di confidenza di Vindahl con il pallone tra i piedi rischia già di spalancare la porta al Cavalluccio.

È il preludio al vantaggio.

Il Cesena costruisce bene l’azione, Guidi fa da sponda e Shpendi anticipa tutti di testa, mandando il pallone in rete e facendo esplodere il Manuzzi.

La Sampdoria reagisce e prova ad aumentare la pressione. Henderson conclude fuori di poco, Gartenmann si rende pericoloso di testa e nel finale Sinani cerca il pareggio con una doppia conclusione.

Il Cesena, però, non perde ordine e chiude meritatamente il primo tempo avanti 1-0.

Due legni: il Cesena sfiora il colpo del ko

L’avvio della ripresa è probabilmente il momento migliore della squadra di Diamanti.

Passano appena due minuti e Fiori centra la traversa. Il pubblico non ha quasi il tempo di disperarsi che arriva un’altra grandissima occasione: questa volta è Shpendi a colpire il legno con Vindahl battuto.

Due occasioni enormi nel giro di pochissimo tempo.

Il Cesena è a centimetri dal 2-0 e la Sampdoria sembra in difficoltà. È proprio nel momento migliore dei bianconeri, però, che la partita cambia completamente.

Sinani parte in progressione, David interviene e riceve il secondo cartellino giallo. Cesena in dieci uomini.

In dieci il Cavalluccio non molla

Da quel momento diventa inevitabilmente un’altra partita.

La Sampdoria può sfruttare la superiorità numerica e prende progressivamente possesso del campo. Il Cesena è costretto ad abbassarsi, ma non perde compattezza e soprattutto non dà mai l’impressione di arrendersi.

Diamanti ridisegna la squadra e i suoi rispondono con sacrificio, corsa e attenzione.

Quando la Samp riesce a passare, trova poi un Siano ancora una volta decisivo. Al 60’ il portiere bianconero interviene su un insidioso tentativo direttamente da calcio d’angolo di Sinani e subito dopo compie un altro grande intervento sul colpo di testa di Viti.

La pressione blucerchiata cresce, ma il Cesena continua a difendere il proprio vantaggio con carattere.

Per una squadra ancora alla ricerca degli automatismi del nuovo allenatore, la capacità di rimanere dentro la partita in inferiorità numerica è probabilmente una delle indicazioni migliori della serata. Siano prestazione esemplare anche oggi, dopo quella contro il Sassuolo in coppa.

Henderson trova il pareggio solo all’82’

La resistenza bianconera cede soltanto all’82’, quando Gartenmann trova lo spazio per servire Henderson, bravo a deviare il pallone in rete per l’1-1.

Un pareggio che, per quanto visto nella lunga fase giocata undici contro dieci, la Sampdoria ha cercato e meritato. Ma il Cesena può recriminare pensando soprattutto a quanto accaduto prima dell’espulsione.

Con due legni colpiti a inizio ripresa, la squadra di Diamanti aveva avuto infatti la possibilità concreta di portarsi sul 2-0 e indirizzare la partita dalla propria parte.

Nel finale i bianconeri sono stanchi, ma non si disuniscono. Continuano a lottare e riescono a proteggere almeno quel punto che premia una prestazione di carattere.

Diamanti può ripartire da qui

Rispetto alla sconfitta contro il Sassuolo, il passo avanti è evidente.

Il Cesena ha mostrato maggiore personalità, una migliore organizzazione e la capacità di creare occasioni. Shpendi ha confermato ancora una volta il proprio fiuto per il gol, mentre Siano ha risposto presente quando la squadra ha avuto bisogno del suo portiere.

Naturalmente c’è ancora molto da sistemare. La gestione Diamanti è appena cominciata e sarebbe prematuro trarre conclusioni dopo una sola giornata di campionato. Ma questo Cesena ha fatto vedere qualcosa di importante: anche nelle difficoltà è rimasto squadra.

E il pubblico sembra averlo capito.

Al triplice fischio dalla Curva Mare sono arrivati gli applausi per giocatori e allenatore. Parte il ” Romagna mia”. Un riconoscimento meritato per una squadra che ha provato a vincere quando la partita era in equilibrio e ha saputo soffrire quando si è ritrovata con un uomo in meno.

Il primo punto dell’era Diamanti è arrivato. Forse potevano essere tre, ma per quanto visto al Manuzzi il Cesena può guardare avanti con maggiore fiducia.

Il prossimo esame sarà a Chiavari contro la Virtus Entella.

Foto di Fabio Casadei.


Ci sono partite che al triplice fischio lasciano l’amaro in bocca, e altre che invece, pur terminando con lo stesso 1-1, ti fanno tornare a casa con la sensazione di aver visto qualcosa di vero. Il Cesena di Alessandro Diamanti appartiene decisamente alla seconda categoria. Per un’ora abbondante il Manuzzi ha visto una squadra viva, aggressiva, capace di mettere in difficoltà una Sampdoria arrivata in Romagna con ambizioni ben diverse. Poi l’espulsione di David, e con essa la sensazione che tutto potesse improvvisamente franare. Invece no: i bianconeri hanno stretto i denti, hanno sofferto con dignità, e a fine gara la Curva Mare ha intonato Romagna mia per applaudire una squadra che, pur in dieci uomini, non ha mai smesso di essere squadra. Lo certifica anche il comunicato ufficiale del club, che sintetizza la serata con il secco \”fulltime 1-1\”

 
 
 
 
 
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arrivato dopo una battaglia vera, non un pareggio qualunque.

Ed è impossibile non pensare al contrasto con quanto visto appena una settimana prima, quando il Sassuolo aveva passeggiato sui bianconeri lasciando addosso più di un dubbio sulla tenuta della squadra e sull’effettivo lavoro fatto in queste prime settimane. Lì Diamanti sembrava ancora un allenatore alla ricerca di un’identità da dare al gruppo; qui, contro una Sampdoria che ha l’ambizione di tornare in serieA, quell’identità si è vista, eccome. Shpendi che salta più in alto di tutti e da opportunista insacca di testa, due legni clamorosi a inizio ripresa che avrebbero potuto chiudere i conti, e un Siano diventato ormai un punto fermo assoluto, prestazione dopo prestazione. Mettiamoci anche Guidi che viene scelto titolare e non sfigura.  Bastano queste immagini per capire perché tanti tifosi, usciti dallo stadio, si sentano autorizzati a sognare un po’ di più, senza però dimenticare quanto ancora ci sia da costruire.

 

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