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Bilancio di un anno

Tocca star sul vago.

In attesa degli eventi.

Anche se tra F1 e Wec, ci si avvia verso il prossimo finale di stagione, nonostante la F1 emetterà i suoi verdetti definitivi solo il giorno dell’Immacolata, nella luminosissima serata di Abu Dhabi.

Tutto scritto?

Quasi.

E quindi per la Ferrari cosa possiamo sinteticamente dire in queste poche righe? Beh, che con ogni probabilità se non ci fossero state le ruote coperte, il bilancio delle Rosse con le monoposto sarebbe apparso ancora più magro di quanto i risultati del campionato non abbiano esaurientemente illustrato fino a questo punto. Ammesso e non concesso si possa attendere ancora un successo di tappa da qui al termine della stagione per la SF-25.

È evidente che tre vittorie consecutive a Le Mans della 499P siano la gemma più splendente del recente passato agonistico ferrarista. Recente, anzi, recentissimo. E con ogni probabilità, vista la stabilità regolamentare che viene paventandosi nella categoria e l’intenzione di Ferrari (con simili premesse) di corrervi almeno fino al 2029, è altrettanto chiaro che a Maranello vi siano tutte le intenzioni di voler proseguire nei successi con le ruote coperte.

E l’altra riva del fiume Rosso?

A fronte del prossimo cambio regolamentare 2026 (da un punto di vista tecnico ancora tutto da decifrare), le incognite sembrano invece essere molteplici, e certamente di non facile interpretazione. E certamente da parte nostra, non vi è alcun intento polemico nel volervi illustrare il possibile scenario Ferrari in F1 per la prossima stagione, con aspetti quanto meno decisivi. Almeno nel cercare di smentire quelle bieche Cassandre che si ostinano a definire la gestione sportiva come una perfetta Babele della discordia. Comunque, la realtà non può ricondurre al solo Vasseur tutte le colpe dell’attuale presente del Cavallino nel Circus. Un passo indietro nella comprensione degli eventi aiuterebbe a rendersi conto che i mali veri della Rossa (almeno nel passato recente) dalla morte di Marchionne in poi, non sono ancora stati in grado di trovare una cura efficace in grado di ricondurre le cose sulla via della vittoria e di un ritrovato iride tra piloti e costruttori. Vale la pena ricordare (ancora una volta) come la volontà di Montezemolo nel voler rivedere la Rossa campione del mondo, trovò nell’Avvocato terreno fertile in cui far attecchire le proprie ambizioni. Ecco quindi il chiedersi con chi il presidente Elkann, sia chiamato a confrontarsi nelle proprie ambizioni presidenziali.

Storicamente, lo scenario non è proprio lo stesso, quando in tre anni ti riesce di vincere tre 24 Ore consecutive e al contempo solamente una manciata di Gran Premi in F1.

Alla luce, dei semplici fatti.

Foto Fabio Casadei

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