Cerca
, ,

Bezzecchi firma il record di Aragon davanti ai fratelli Marquez, Bagnaia crolla in Q1: venerdì di fuoco

Un venerdì così equilibrato era difficile persino immaginarlo. Marco Bezzecchi, Alex Marquez e Marc Marquez racchiusi in appena 38 millesimi, con il record del MotorLand Aragon battuto più volte negli ultimi minuti e il pilota Aprilia capace di piazzare proprio alla fine il giro che nessuno è più riuscito a migliorare.

È Marco Bezzecchi il più veloce del venerdì del Gran Premio di Aragon. Il pilota dell’Aprilia Racing ha fermato il cronometro sull’1’45″455, nuovo primato della pista, precedendo Alex Marquez e Marc Marquez al termine di una sessione che ha regalato il meglio proprio durante gli ultimi time attack.

Un risultato tutt’altro che scontato su un circuito dove Marc Marquez ha sempre avuto un feeling particolare e sul quale lo spagnolo sembrava avere ancora una volta tutto sotto controllo.

Marc comanda, poi negli ultimi 15 minuti cambia tutto

Per buona parte della sessione è stato infatti Marc Marquez a dettare il ritmo. Il pilota Ducati aveva costruito un buon margine su Bezzecchi, mentre Fabio Di Giannantonio occupava la terza posizione, riscattando la caduta rimediata precedentemente nelle FP1.

Ma con l’avvicinarsi degli ultimi 15 minuti la classifica ha iniziato a cambiare rapidamente.

La caccia all’accesso diretto alla Q2 ha costretto tutti a cercare il limite. Fermin Aldeguer è stato il primo a scalzare Marc Marquez dalla prima posizione, mentre Jorge Martin, Bezzecchi e Pedro Acosta hanno iniziato a far segnare intermedi sempre più interessanti.

Non tutti sono riusciti però a sfruttare il momento decisivo. Jack Miller è caduto alla curva 2 proprio durante il time attack. Nessuna conseguenza fisica per l’australiano, immediatamente rientrato ai box nel tentativo di tornare in pista con la seconda moto.

Marc batte il record, Bezzecchi glielo porta via

Quando Marc Marquez ha completato il proprio giro in 1’45″493, la sensazione era che per gli altri sarebbe stato difficilissimo fare meglio.

Sette volte vincitore in MotoGP ad Aragon, lo spagnolo aveva appena abbassato il precedente record della pista e sembrava aver messo un’altra volta la propria firma sul MotorLand.

Sembrava, appunto.

Perché Bezzecchi aveva ancora qualcosa da giocarsi.

Il pilota Aprilia ha acceso caschi rossi nei vari settori e ha completato un giro praticamente perfetto: 1’45″455. Trentotto millesimi più veloce di Marc e nuovo record del circuito.

Ma mancava ancora Alex Marquez.

Il pilota Gresini ha trovato un ultimo giro velocissimo, sufficiente per superare il fratello Marc, ma non per togliere la prima posizione a Bezzecchi.

Alla bandiera a scacchi il cronometro racconta così una situazione quasi incredibile: Bezzecchi, Alex Marquez e Marc Marquez separati complessivamente da appena 0″038.

Tre piloti praticamente nello stesso fazzoletto.

Bezzecchi non abbocca: «Marquez si è un po’ nascosto»

Essere davanti a Marc Marquez ad Aragon è un risultato che pesa, ma Bezzecchi non si lascia ingannare dalla classifica del venerdì. Il pilota Aprilia è convinto che il rivale non abbia ancora mostrato tutto il proprio potenziale.

«Marquez si è un po’ nascosto, ha fatto un time attack solo».

Poche parole che dicono molto sulla lettura che Bezzecchi dà della prima giornata. Marc è stato velocissimo e ha battuto il precedente record del MotorLand prima di essere superato, ma ha effettuato un solo vero assalto al cronometro.

Il numero 72 preferisce quindi non considerare quei 38 millesimi come una fotografia definitiva dei valori in pista.

Bezzecchi può comunque godersi un venerdì di altissimo livello. Essere riuscito a mettere alle proprie spalle entrambi i fratelli Marquez su una pista particolarmente favorevole a Marc è un segnale importante, soprattutto considerando quanto sottile sia stato il margine tra i protagonisti.

Ma il venerdì non assegna punti e Bezzecchi è il primo a saperlo. Il messaggio è chiaro: il record c’è, la prima posizione anche, ma guai a considerare Marc Marquez battuto.

Di Giannantonio quarto, Martin settimo

Alle spalle dei tre protagonisti del venerdì si è piazzato Fabio Di Giannantonio, bravo a reagire dopo la caduta delle FP1 e a difendere la quarta posizione dall’assalto finale di Fermin Aldeguer.

Aldeguer ha così chiuso quinto, davanti a Raul Fernandez, sesto.

Jorge Martin ha terminato settimo dopo essere riuscito, in una fase della sessione, a portarsi addirittura in seconda posizione. Ottavo Pedro Acosta e nono Franco Morbidelli.

Merita una sottolineatura particolare la decima posizione di Johann Zarco. Il francese della Honda, tornato in gara dopo tre mesi di assenza, ha centrato immediatamente l’accesso diretto alla Q2.

Un rientro tutt’altro che banale considerando il livello della concorrenza e soprattutto i distacchi ridottissimi registrati ad Aragon.

Bagnaia sbaglia nel momento decisivo: sarà Q1

Se davanti la Ducati può sorridere per la terza posizione di Marc Marquez, il venerdì di Francesco Bagnaia racconta una storia completamente diversa.

Il due volte campione del mondo non è riuscito a trovare il giro necessario proprio quando contava maggiormente. Un errore nell’ultimo tentativo gli ha impedito di migliorarsi e il 13° posto finale significa una cosa sola: sabato dovrà affrontare la Q1.

In una MotoGP nella quale pochi centesimi possono significare diverse posizioni in griglia, sarà un passaggio tutt’altro che privo di rischi.

Fuori dalla top ten anche Diogo Moreira, undicesimo per appena dieci millesimi alle spalle di Zarco, mentre Fabio Quartararo ha concluso 14°, risultando comunque il migliore tra i piloti Yamaha.

Aragon promette una battaglia sul filo dei millesimi

Il venerdì del MotorLand lascia quindi una certezza e parecchie domande.

La certezza porta il nome di Marco Bezzecchi, capace di prendersi la prima posizione e soprattutto il record della pista proprio nel territorio di caccia preferito di Marc Marquez.

Alex è lì in mezzo, Marc ha mostrato di avere ancora una volta una velocità impressionante e Bezzecchi stesso sospetta che il pilota Ducati non abbia ancora scoperto completamente le proprie carte.

Poi c’è Bagnaia, chiamato invece a cambiare passo già dalla Q1 per evitare di compromettere il resto del weekend.

Una cosa, però, è già chiara: quando appena 38 millesimi separano i primi tre, basta praticamente nulla per ribaltare completamente le gerarchie.

Bezzecchi si è preso il venerdì. Ma ad Aragon la battaglia è appena cominciata.

Foto Fabio Casadei.


C’è un dettaglio che fa venire i brividi a chi Marco Bezzecchi lo segue da anni, con quell’amore che ti fa esultare per un podio insperato e poi ti fa mordere le labbra quando le cose non girano: solo poche settimane fa, a Silverstone, il romagnolo saliva su un podio inatteso mentre attorno a lui la Ducati di Marc Marquez andava in frantumi fino al nono posto, in quello che era stato raccontato come un weekend da ricordare per l’Aprilia e da dimenticare per Marc. Oggi, ad Aragon, la storia sembra quasi capovolta: non un crollo, ma un Marc Marquez che detta il ritmo per gran parte del venerdì, salvo poi vedersi soffiare il record proprio da quei 38 millesimi che fanno impazzire chi guarda il cronometro con il cuore in gola.

Ed è proprio qui che Bezzecchi si prende la scena, non solo con il tempo ma con le parole: quel “Marquez si è un po’ nascosto” pesa come un guanto di sfida lanciato senza alzare la voce. Chi ama questo sport lo sa bene, perché lo stesso entusiasmo che ti fa gridare al miracolo per un podio arrivato quasi per caso è quello che ti fa restare con il fiato sospeso davanti a un venerdì così, dove tre piloti stanno in un fazzoletto e nessuno, davvero nessuno, può dirsi già battuto.

Guardare quelle immagini di Silverstone, con Bezzecchi che si gode un weekend che il suo team non dimenticherà mai, aiuta a capire perché ad Aragon la sua reazione a caldo abbia un peso diverso da una semplice dichiarazione di circostanza: non è la gioia ingenua di chi si accontenta, è la lucidità di chi sa che Marc Marquez, quando gioca a nascondino, di solito lo fa per un motivo preciso. E allora la domanda vera non è chi sia stato più veloce venerdì, ma chi avrà il coraggio di scoprire tutte le carte quando conterà davvero, sabato e poi in gara.

Commenti

Lascia un commento