Silverstone si colora di Aprilia. Jorge Martin domina la Sprint del Gran Premio di Gran Bretagna, Ai Ogura chiude secondo e Marco Bezzecchi completa un podio interamente griffato dalla Casa di Noale. Una tripletta storica, la prima mai realizzata da Aprilia in una Sprint MotoGP, che fotografa meglio di qualsiasi altra cosa i rapporti di forza emersi nel sabato britannico.
Per Martin è il terzo successo stagionale nella gara corta, ma soprattutto un’altra dimostrazione di forza nella corsa al titolo mondiale. Partito dalla pole position, lo spagnolo non ha concesso praticamente nulla: scatto perfetto, leadership immediata e una gara condotta davanti a tutti senza permettere ad Ai Ogura di costruire una vera occasione d’attacco.
Una vittoria pesante anche per la classifica iridata. Martin porta infatti a 17 punti il vantaggio su Ogura, trasformando un sabato già perfetto nelle qualifiche in un altro importante passo nella corsa al Mondiale.
Bezzecchi completa la festa Aprilia
Se davanti Martin ha avuto tutto sotto controllo, alle sue spalle lo spettacolo non è mancato.
Fabio Di Giannantonio ha occupato a lungo la terza posizione, mentre Marco Bezzecchi ha dovuto costruirsi il podio giro dopo giro. Il pilota Aprilia ha prima avuto la meglio su Marc Marquez, poi ha messo nel mirino Di Giannantonio.
L’attacco decisivo è arrivato a quattro tornate dalla bandiera a scacchi, alla Copse. Bezzecchi non si è fatto pregare: ha trovato lo spazio, conquistato la terza posizione e non l’ha più lasciata.
Un podio dal peso particolare anche considerando i recenti problemi fisici del pilota italiano. Ma soprattutto il risultato che serviva per completare una giornata da ricordare per Noale: tre Aprilia davanti a tutti a Silverstone.
Martin sulla moto ufficiale, Bezzecchi a completare il lavoro dell’Aprilia Racing e Ogura secondo con la Trackhouse. Non il successo isolato di un singolo pilota, dunque, ma una dimostrazione complessiva della competitività raggiunta dalla moto italiana.
Marc Marquez soffre: solo nono con la Ducati
Il volto opposto del sabato britannico è quello di Marc Marquez.
Il campione del mondo in carica ha vissuto una Sprint estremamente complicata, condizionata soprattutto dalla mancanza di grip al posteriore. Con il passare dei giri la sua Ducati ha perso progressivamente efficacia e lo spagnolo, anziché poter attaccare il podio, si è ritrovato costretto a difendersi.
Prima il sorpasso di Bezzecchi, poi quelli del fratello Alex Marquez, Pedro Acosta, Joan Mir e Franco Morbidelli. Una lenta discesa fino alla nona posizione, difesa per appena 27 millesimi su Diogo Moreira, che gli ha consentito almeno di salvare l’ultimo punto disponibile.
Un risultato certamente lontano dalle aspettative e un campanello d’allarme in vista della gara lunga, soprattutto considerando il passo mostrato dalle Aprilia.
Ad approfittare delle difficoltà di Marc è stato anche Alex Marquez, quarto al traguardo e migliore dei piloti Ducati. Alle sue spalle Fabio Di Giannantonio ha chiuso quinto davanti a Pedro Acosta, Joan Mir e Franco Morbidelli.
Ancora più indietro Francesco Bagnaia, solamente 17° al termine di una Sprint decisamente difficile per il pilota della Ducati Lenovo Team.
Raul Fernandez fuori mentre lottava davanti
Giornata amara anche per Raul Fernandez. Il pilota Trackhouse è caduto nelle prime fasi alla curva The Loop mentre si trovava alle spalle di Bezzecchi e stava lottando nel gruppo delle posizioni di vertice.
Un’occasione persa che non cancella però il quadro complessivo di una giornata dominata dalle moto di Noale, considerando anche il secondo posto conquistato da Ogura con l’altra Trackhouse.
Martin allunga, Bezzecchi supera Marquez
La Sprint di Silverstone lascia il segno anche nella classifica del Mondiale. Martin consolida la leadership portando a 17 punti il margine su Ogura, mentre Bezzecchi sale al terzo posto superando Marc Marquez.
Ma al di là dei numeri resta soprattutto una fotografia: Martin, Ogura e Bezzecchi insieme sul podio.
Una tripletta che certifica la competitività raggiunta dall’Aprilia e rende il verdetto della Sprint particolarmente significativo. Non un episodio, ma tre moto capaci di occupare contemporaneamente le prime tre posizioni.
Domenica arriverà però la prova più importante con il Gran Premio. Martin partirà ancora una volta da uomo da battere, Aprilia dovrà dimostrare di poter confermare sulla distanza quanto mostrato nella Sprint, mentre Marc Marquez e Ducati saranno chiamati a trovare una risposta alle difficoltà del sabato.
Silverstone ha emesso il suo primo verdetto: oggi l’Aprilia è stata semplicemente la moto da battere. La gara lunga dirà se il dominio visto nella Sprint potrà trasformarsi in un weekend praticamente perfetto.
Classifica finale Sprint MotoGP – Silverstone
| Pos. | Pilota | Team |
|---|---|---|
| 1 | Jorge Martin | Aprilia Racing |
| 2 | Ai Ogura | SuperFile Trackhouse MotoGP Team |
| 3 | Marco Bezzecchi | Aprilia Racing |
| 4 | Alex Marquez | BK8 Gresini Racing MotoGP |
| 5 | Fabio Di Giannantonio | Pertamina Enduro VR46 Racing Team |
| 6 | Pedro Acosta | Red Bull KTM Factory Racing |
| 7 | Joan Mir | Honda HRC Castrol |
| 8 | Franco Morbidelli | Pertamina Enduro VR46 Racing Team |
| 9 | Marc Marquez | Ducati Lenovo Team |
| 10 | Diogo Moreira | Pro Honda LCR |
| 11 | Brad Binder | Red Bull KTM Factory Racing |
| 12 | Luca Marini | Honda HRC Castrol |
| 13 | Jack Miller | Prima Pramac Yamaha MotoGP |
| 14 | Fabio Quartararo | Monster Energy Yamaha MotoGP Team |
| 15 | Enea Bastianini | Red Bull KTM Tech3 |
| 16 | Alex Rins | Monster Energy Yamaha MotoGP Team |
| 17 | Francesco Bagnaia | Ducati Lenovo Team |
| 18 | Pol Espargaro | Red Bull KTM Tech3 |
| 19 | Augusto Fernandez | Yamaha Factory Racing |
| 20 | Toprak Razgatlioglu | Prima Pramac Yamaha MotoGP |
Non classificati: Raul Fernandez (SuperFile Trackhouse MotoGP Team), Cal Crutchlow (Castrol Honda LCR), Iker Lecuona (BK8 Gresini Racing MotoGP).
Fonte articolo: comunicato stampa Dorna press MotoGP
Foto di Fabio Casadei.
C’è una foto che vale più di mille comunicati stampa, ed è quella dei tre piloti Aprilia a braccetto sul podio di Silverstone. Ma se c’è un’immagine che racconta davvero cosa significhi questo sabato, è il volto di Marco Bezzecchi mentre scende dalla moto: gli occhi lucidi, la fatica di chi ha inseguito un podio con il fisico ancora non al cento per cento, la gioia di chi non se lo aspettava fino in fondo. Lo si vede bene in questo reel, dove la didascalia stessa parla di un podio inatteso che il Bez e il suo box non dimenticheranno mai.
Ed è proprio qui che il racconto di Silverstone diventa qualcosa di più di una semplice classifica: perché quel sorriso arriva dopo settimane complicate, dopo un fisico che ha chiesto tempo per tornare quello di sempre, e allora ogni sorpasso alla Copse, ogni centesimo strappato a Di Giannantonio, pesa doppio. Chi lo ha seguito da vicino sa quanto sia stato diverso da quel weekend di qualche mese fa, quando a Mugello Bezzecchi era partito male mentre Aprilia dominava comunque con Fernandez: lì la moto c’era, ma lui sembrava rincorrere se stesso. Oggi invece la rincorsa l’ha vinta, e l’ha vinta proprio quando serviva di più.
Dall’altra parte del box, tutt’altra storia. Marc Marquez, nono, tradito da un posteriore che non ha dato risposte, superato uno dopo l’altro da avversari che a inizio gara sembravano fuori portata. Difficile non pensare a quanto sia diverso questo sabato da quello raccontato in un altro capitolo della sua rinascita in Ducati, quando tutto sembrava girare nel verso giusto: lo sport è anche questo, la stessa moto e lo stesso pilota che passano dall’essere inavvicinabili al doversi guardare le spalle a ogni curva.
E se qualcuno pensa che il podio di Bezzecchi sia un episodio isolato, basta scorrere indietro nella memoria fino a quel weekend in cui il Bez aveva già battuto Martin al traguardo, con Bagnaia terzo per un soffio: la sensazione, ormai, è che Aprilia non stia più rincorrendo nessuno. Lo conferma anche la voce fuori campo del box, in quel momento sospeso in cui la fatica lascia spazio solo alla gioia pura, raccontato in presa diretta in questo scatto che dice più di ogni statistica.
Domenica arriva il verdetto vero, quello della gara lunga. Ma intanto Silverstone ha già scritto una pagina che a Noale, e ovunque si tifi per il numero 72, non dimenticheranno tanto presto.
Certe volte lo sport regala immagini che valgono più di mille comunicati: Martin, Ogura e Bezzecchi appaiati sul podio, tre moto di Noale a occupare per intero il gradino più alto di una Sprint. Non capita spesso, non era mai capitato ad Aprilia in questa formula, e infatti a Silverstone si respirava qualcosa di diverso già dal warm up. Ma è su Marco Bezzecchi che vale la pena fermarsi un attimo di più, perché il suo podio ha un sapore particolare, quasi commosso, come racconta benepubblicato subito dopo la gara: non un podio qualunque, ma la fotografia di chi ha dovuto lottare contro il fisico prima ancora che contro gli avversari. E se ripensiamo a come Bezzecchi era arrivato a questo weekend, il contrasto emotivo si fa ancora più forte. Solo qualche settimana fa lo score era opposto, con una partenza da dimenticare raccontata in Mugello, quando Bezzecchi era partito male mentre Aprilia già dominava. Da lì a un podio conquistato giro dopo giro, con un sorpasso su Marc Marquez prima e uno su Di Giannantonio poi, ce ne passa: è la stessa parabola che avevamo già visto quando Bezzecchi aveva ritrovato se stesso in una gara da incorniciare, e che pare ripetersi ogni volta che tutti lo davano per finito. Ecco perché il reel
, con quel podio definito “inaspettato” persino dagli addetti ai lavori, dice tutto: la sorpresa non è che Bezzecchi vada forte, è che ci riesca proprio adesso, nel momento più complicato. Dall’altra parte del garage, però, la storia è tutt’altra e fa male al cuore raccontarla. Marc Marquez nono, difeso per una manciata di millesimi dall’assalto di Diogo Moreira, è un’immagine che stride con quanto di buono il campione spagnolo aveva mostrato nelle ultime uscite: chi ha seguito il suo ritorno ai vertici del mondiale fatica a riconoscerlo in questa Ducati senza grip, costretta a difendersi invece che attaccare. Non è la prima volta che il weekend inglese si trasforma in un rebus per lui e per Bagnaia, ed è proprio per questo che la gara lunga di domenica assume i contorni di un esame vero: servirà una risposta, non solo una scusa legata alle gomme. Perché se Aprilia dovesse confermare sulla distanza quanto visto in Sprint, non parleremmo più di un’ottima giornata, ma di un cambio di gerarchie che nessuno, a inizio stagione, avrebbe messo in conto.








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