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Ruggero Apriletti

Ingegnere Peugeot di Forlì

È stata davvero una bella scoperta sapere che nella nostra comunità risieda un personaggio da corsa di caratura mondiale. Sissignori. Perché Ruggero Apriletti, ingegnere racing, della propria passione ha saputo fare un mestiere, fino al recente approdo nel Mondiale WEC, per la Casa del Leone.

Ruggero, quale è stato il tuo impiego in Peugeot durante il ‘25 e cosa questo ruolo ti ha regalato nel corso della stagione?

“Sono ingegnere di pista, e coordino l’operato di cui fa parte il gruppo di lavoro (ingegneri, meccanici, benzinai, gommisti) che segue la vettura n°94 lungo l’intero campionato, fino ai piloti che finalizzano in gara tutto questo. Nel mio caso Duval, Vandoorne (fino alla penultima corsa), Jacobsen e Pourchaire che era presente solo in Bahrein.”

Bilancio della stagione?

“Per come sono fatto io, trovo sempre cose positive e negative. Se devo fare un bilancio di questo campionato, posso dirti che dal mio punto di vista è andato bene, considerando come fosse anche il mio primo anno in Hypercar. In Peugeot mi sono trovato benissimo e ho conosciuto un gruppo di ragazzi davvero validi. In apparenza i risultati possono sembrare quello che sono, ma questo non ci ha impedito di avere una buona gestione del Bop. C’è stata un po’ di sfortuna al Fuji per una mancata vittoria, dove avevamo il passo per fare addirittura doppietta. Invece una Virtual ha penalizzato proprio il mio equipaggio relegandolo nelle retrovie come successo in Bahrein, dove per gli stessi motivi non siamo riusciti a ottenere i punti necessari per conquistare il quinto posto nella classifica costruttori. Succede. Fa parte del gioco. Ma da S. Paolo in poi, abbiamo comunque avuto una buona progressione della nostra prestazione. Il giusto coronamento della stagione, sarebbe stato appunto chiudere tra i primi cinque nei costruttori. Ci riproveremo.”

Primo anno con Peugeot. Com’è stata Le Mans con una Hypercar?

“Di 24 ore ne ho fatte tante, ma con l’Hyper (come ti ho già detto) era la mia prima in assoluto ed anche un altro pianeta. Gara che richiede più della metà dell’impegno che puoi mettere nell’arco dell’intero mondiale, e che personalmente sta proponendo gare sempre più valide e convincenti. Tornando a Le Mans, ogni dettaglio è davvero fondamentale e già solo la logistica senza aver ancora percorso nemmeno un metro può fare una grandissima differenza.”

In quei giorni si dorme poco…

“Sabato si va in circuito verso le 7 di mattina e fino alle 10 di domenica sera non si chiude occhio. Ma se sei un racer, anche solo come ingegnere sono momenti irripetibili che varrà sempre la pena vivere.”

Certamente, caro Ruggero. Correre è vita. Tutto il resto è attesa.

Foto copertina fornita dall’ Ing. Apriletti.

Photogallery di Fabio Casadei.

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